Spunti di Riflessione

Spunti di Riflessione (84)

Venerdì, 21 Settembre 2012 13:06

Un dio sostenibile

Dal sito del Progetto BioViolenza----------------------------------------------- Un dio sostenibile Di tanto in tanto, navigando in rete si trovano spunti interessanti per capire in che modo la retorica della "carne felice" può far presa sull'opinione pubblica. E' il caso di un simpatico articolo che racconta delle difficoltà di un giovane allevatore appassionato al benessere degli animali, nel caso specifico alcuni maiali e - in futuro - alcune capre. Come al solito, ci viene raccontata la favola dello sfruttamento (questa parola è nostra...) in condizioni "rispettose" (questa, invece, è loro...). Ma, a parte questo, compaiono espressioni capaci di catturare la nostra attenzione di persone ostinatamente convinte che la schiavitù è sempre schiavitù, anche se è dolce, sostenibile, o se i suoi prodotti transitano da un gruppo d'acquisto (solidale...). Per esempio, "la scelta produttiva dei proprietari del terreno è coraggiosa". Interessante, che si usi un termine per indicare il suo contrario. Perchè disporre della vita di esseri indifesi, determinarne le attività sessuali, i parti e i ritmi vitali, e stabilirne l'ora della morte, possiamo anche chiamarlo coraggio, ma in sostanza intendiamo viltà. Oppure: "allevamento secondo criteri rispettosi del benessere animale". Il solito ossimoro in stile happy meat, si dirà. Certo. E' che anche il concetto di rispetto ci sta un po' stancando. Funziona sempre molto bene quando si ha qualcosa da nascondere: basta dire che quel qualcosa almeno è rispettoso delle vittime. Ma qui non ci si spinge a tanto: l'allevamento rispetta un concetto, altrettanto fumoso, e cioè il "benessere". O ancora - dice…
Alienazione animale: de-animalizzazione - Barbara Noske Traduzione: Massimo Filippi Fonte: Liberazioni - rivista di critica antispecista […], Marx individua quattro aspetti interrelati dell’alienazione: l’alienazione dal prodotto, dall’attività produttiva, dalla natura e dai propri simili. È possibile guardare agli animali inseriti nella catena produttiva da una prospettiva analoga. Alienazione dal prodotto Gli animali sono alienati da quanto producono che consiste o della loro stessa progenie o di (parti del) loro corpo. Nella catena produttiva, gli animali sono forzati ad avere quanti più piccoli possibili, che vengono loro sottratti immediatamente dopo la nascita. Sia la madre che il cucciolo possono quindi essere definiti come individui socialmente deprivati. Nel caso dei vitelli, i piccoli sono relegati in sistemi di reclusione che li isolano quasi completamente, deprivandoli così anche dai contatti sociali tra loro stessi. La relazione tra gli animali da reddito e da laboratorio e il loro corpo è diventata grottesca. Il corpo medesimo dell’animale è la causa più profonda della sua stessa sofferenza. Non possiamo forse parlare del corpo come di “un potere alieno ed ostile che si contrappone all’animale”? Il corpo, che costituisce una parte importante del “sé” animale e che è governato in larga parte dall’animale stesso, è stato trasformato in una macchina nelle mani di chi lo gestisce e di fatto lavora contro gli interessi dell’animale stesso. Alienazione dall’attività produttiva Il sistema industriale si è appropriato del corpo e delle funzioni corporee che sono stati messi al lavoro sulla base di una sola delle loro caratteristiche. Tipicamente, l’enfasi su…
La costruzione sociale dei corpi commestibili e degli umani come predatori Di Carol J. Adams. Tratto da: C. Adams, «Ecofeminism and the Eating of Animals», Hypathia, No. 6, Spring 1991, pp. 134-137. Traduzione di Marco Reggio originariamente pubblicata su Diogene – Filosofare oggi, n°22 (marzo-maggio 2011), pp. 44-46, ripubblicata su Musi e Muse Siamo o no predatori? Nel tentativo di considerare noi stessi come esseri naturali, alcuni sostengono che gli umani sono semplicemente predatori, come alcuni altri animali. Il vegetarismo, pertanto, è considerato innaturale, mentre il carnivorismo di altri animali viene reso paradigmatico. I sostenitori dei diritti animali sono criticati «perché non capiscono che il fatto che una specie dia o riceva sostentamento da un’altra rappresenta la modalità con cui la natura mantiene la vita» (Ahlers 1990, p. 433). Le profonde differenze rispetto agli animali carnivori vengono ignorate poiché la nozione dell’umano come predatore è conforme all’idea secondo cui noi abbiamo bisogno di mangiare carne. In realtà, il carnivorismo è un dato di fatto solo per il 20% circa degli animali non umani. Possiamo davvero generalizzare a partire da questo dato e sostenere di conoscere precisamente che cosa sia la «modalità naturale», e possiamo estrapolare il ruolo degli umani conformemente a questo paradigma? Alcune femministe hanno sostenuto che mangiare animali sia naturale perché noi non possediamo il doppio stomaco o i molari piatti tipici degli erbivori ed inoltre gli scimpanzé mangiano carne e lo considerano un cibo speciale (Kevles 1990). Questo argomento tratto dall’anatomia implica un’operazione di filtraggio selettivo. Infatti,…
Dall'Empatia alla Simpatia senza passare dal viadi Eva MelodiaMettiamo in evidenza questo articolo di Gilberto Corbellini e Simone Gozzano, sia perché particolarmente centrato e di nostro interesse, sia perché pubblicato su un quotidiano di vastissima tiratura strumento ed emblema del modello capitalista, infine perché davvero perfetto per sottolineare come in tanti si riempiano le tasche di parole con insopportabile leggerezza - pur di dire qualcosa? - su tematiche che dovrebbero quanto meno destare attenzione e cura, gravate come sono della responsabilità di vita e morte su miliardi di vite umane e non umane. Mentre Leonardo Caffo con il suo commento che qui riportiamo, utilizza questo articolo per ribadire l’inconsistenza degli argomenti dell’antivivisezionismo scientifico, io desidero centrarmi appunto sulla leggerezza - che talvolta rasenta la cialtronaggine - con la quale questo articolo come tanti, costruisce la sua tesi, scrive tra le righe, solletica le coscienze. Come si può facilmente leggere, il titolo cita l’”empatia” quale “cattiva consigliera”. Poi però, sempre l’empatia scompare dall’analisi fatta durante lo sviluppo del testo, sostituita da una improbabile chiamata in causa della “simpatia” la quale, fondata sull’emotività personale, sarebbe dunque cattiva consigliera e renderebbe un po’ appasionatamente stolti di fronte alle vere implicazioni che l’abolizione della vivisezione comporterebbe. Da un bel po’ di tempo tutto ciò si ispira ad un modello consolidato, di cui la trita e ritrita lagna su quanto il nucleare sia buono e faccia bene se la si smette di essere così emotivi di fronte a parole come “Fukushima”, è solo un esempio.…
Luglio/Agosto i mesi della morte - di Carmelo Musumecida: www.carmelomusumeci.com “La legge è fatta esclusivamente per lo sfruttamento di coloro che non la capiscono, o ai quali la brutale necessità non permette di rispettarla”. (Bertolt Brecht) Sull’Osservatorio permanente sulle morti in carcere leggo: “Il luglio più “nero” per le carceri italiane, morti 13 detenuti e 3 poliziotti penitenziari”. E si continua a non fare nulla. E i buoni continuano a divorarsi l’ostia della Comunione la domenica durante la Santa Messa. Il Papa Benedetto XVI continua a parlare a vuoto, quando chiede di pregare perché i carcerati siano trattati con giustizia e venga rispettata la loro dignità umana” (Radio Vaticana 28 luglio 2012) I politici e i partiti si preparano per imbrogliare ancora una volta gli elettori per la prossima legislatura. I burocrati di Stato, i colletti bianchi, i faccendieri si preparano anche per il prossimo anno a fare più soldi e a diventare persone più importanti. I mass media aspettano l’autunno per parlare di sport, di politica e di corna. E sono pochi quelli che scrivono e dicono che le carceri in Italia sono diventate dei lager, dei luoghi di morte, d’illegalità e d’infamia dello Stato. Tento di farlo io, che sono anche quello che i “buoni” hanno voluto che fossi: un uomo ombra. Un cattivo, colpevole per sempre. E mi piace ricordare ai buoni, che sono aldilà di queste mura, che per noi prigionieri toglierci la vita in carcere è una vittoria, invece per voi è una sconfitta perché…
Lunedì, 03 Settembre 2012 00:00

Noi compagni e la violenza sulle donne

Ripubblichiamo un articolo tratto da Femminismo a Sud, nella convizione che questa riflessione sia molto importante – anche perchè è stata finora pressochè assente – nell’ambiente antispecista. E’ in corso un’assemblea antifascista, presenti molti compagni di realtà politiche cittadine. Prende la parola una compagna. Il suo intervento è disturbato, denigrato, accompagnato da fastidiose risa. Dopotutto è una donna e qui si parla di antifascismo militante. Le straordinarie compagne e sorelle di Femminismo a Sud, come tappa della loro campagna contro la violenza sulle donne hanno chiamato tutti quanti ad esprimersi su questo tema, con una frase che rappresenti questa infamità. Una presa di posizione collettiva contro un fenomeno drammaticamente diffuso e pericolosamente taciuto. Riflettendo su questa iniziativa, pensavo a quanto il problema di genere sia spesso assente nelle nostre discussioni politiche, nelle nostre iniziative e a quanto sia, al contrario, strettamente intrecciato con l’antifascismo, la società che vorremmo e il mondo nuovo che auspichiamo. E all’interno di tutto questo, quanto la violenza sulle donne sia un tema cui gli uomini, anche i compagni, non considerino proprio terreno di mobilitazione e lotta politica. Parto da una considerazione. La violenza sulle donne riguarda anche gli uomini e li riguarda in maniera feroce, pervasiva, piena. Ci costringe a farci domande, a interrogarci, su ciò che siamo come soggetti politici e sociali, sui contesti a cui apparteniamo, sulla nostra cultura di riferimento. E ci porta alla necessità di operare una denuncia forte: quella contro il modello culturale di maschio italiano, per il quale il…
Mercoledì, 08 Agosto 2012 12:38

Le agenzie stampa e la violenza sulle trans

Pochi giorni fa, le principali agenzie di stampa diffondono la notizia dell'accoltellamento di una transessuale a Milano. Riportiamo la lettera di una lettrice ha indirizzato al sito dell'AGI. Sotto, il link all'articolo pubblicato dall'agenzia di stampa.A: AGIDa ex persona transessuale male-to-female (da maschio a femmina) trovo assurdo che ancora nel mondo dell'informazione si utilizzino le desinenze e gli articoli al maschile ("un transessuale", "accoltellato", ecc.) per designare una persona che ha fatto o sta facendo il percorso che anch'io ho portato a compimento. Il maschile si utilizza quando ci si riferisce a donne che stanno TRANSizionando verso il maschile (female-to-male), cioè a quelle persone che intraprendono il percorso esattamente opposto al mio e a quello della donna trans vittima della brutale aggressione di cui si rende conto in molti siti d'informazione. Bisogna sempre prendere come riferimento il sesso/genere d'arrivo della persona di cui si parla, altrimenti le si manca di rispetto, altrimenti si calpesta la sua volontà di raggiungere la serenità approdando al genere cui sente di appartenere. Io credo fermamente che il rispetto verso le persone come noi passi anche da queste precisazioni, che naturalmente sono meno gravi di quanto accaduto a Milano. Tuttavia, è bene ricordare che quando si lasciano le persone nel vago, nell'indefinibile, si contribuisce a far loro del male. A noi persone transgender viene purtroppo negata anche una dignità lessicale, e questo è uno dei tanti danni che subiamo da questa società, civile solo a parole. Del resto, questo trattamento (che non è esagerato definire…
In questi giorni, negli Stati Uniti, sta infiammando gli animi una battaglia contro una nota catena di fast-food che servono pollo chiamata Chik-fil-A, il cui presidente ha fatto affermazioni omofobe e la compagnia stessa ha donato un milione di dollari per campagne contro i matrimoni gay. Perché ci interessa? Perché se l'antispecismo é quella filosofia ma anche prassi politica che lotta contro ogni forma di discriminazione, non può esimersi dal lottare contro l'omo/transfobia. Sempre di più la comunità LGBT si sta aprendo ai diritti animali, ne é un bell'esempio il queer veggie pride di Catania, iniziando a fare le connessioni tra l'oppressione delle persone LGBTQ e gli animali non-umani, che incontrano nel patriarcato e nell'ideologia del dominio le radici della propria discriminazione. Riportiamo di seguito una libera traduzione di un articolo di un blog americano, dove si affronta il boicottaggio di Chik-fil-A e la lotta vegan. http://veganbodyproject.blogspot.it/2012/08/the-chik-fil-glbt-boycott-debate-from.html Il dibattito sul boicotaggio di Chik-fil-A LGBT da una prospettiva vegan "Tutto ciò che facciamo agli animali potremmo farcelo l'uno all'altro: abbiamo fatto pratica su di loro, prima"Surfacing, Margaret Atwood "Il mio vegetarianismo è una grande protesta. E sogno che possa esserci un'intera religione basata sulla protesta...contro tutto ciò che non é giusto: il fatto che ci sia così tanta malattia, cosi tanta morte, così tanta crudeltà. Il mio vegetarianismo é la mia religione, e fa parte della mia protesta contro la condotta del mondo"
Isaac Bashevis Singer *** Chik-fil-A è un ricordo della mia infanzia. Amavo quei panini - la salsa al…
Venerdì, 27 Luglio 2012 10:03

Siate affamati, siate stupidi

Ripubblichiamo il seguente articolo di Serena Contardi, pubblicato su Asinus Novus: Siate affamati, siate stupidi C’è un punto, nel bel romanzo Vergogna di J.M. Coetzee, in cui il protagonista, David Laurie, si ritrova davanti ad un cumulo di cadaveri di cane accatastati che vengono fatti a pezzi a colpi di vanga e quindi inseriti nel forno crematorio. Sebbene pienamente consapevole dell’insensatezza del suo gesto, David comincia una battaglia tutta sua per garantire a quei corpi un pur misero riconoscimento postumo: che non vengano abbandonati tra i rifiuti e la comune spazzatura, e giungano intatti all’inceneritore. Mentre David, sullo sfondo, ostinatamente vi lavora, il narratore rivela a chi non l’avesse capito da sé perché il suo protagonista abbia deciso di farsene carico: "Per quale motivo si è preso questa incombenza? [...] Per amore dei cani? Ma i cani sono morti; e poi che ne sanno i cani di onore e ignominia? Per se stesso, allora. Per la sua idea del mondo, un mondo in cui gli uomini non dovrebbero prendere a badilate i cadaveri per bruciarli più facilmente." Ma ancora, e soprattutto: «David si batte per salvare l’ onore di quei cadaveri perché non c’è nessun altro così stupido da farlo». Io credo sia il caso vegetariani e vegani si rendano conto di essere malati della stessa stupidità di David Laurie. Se la salute sta dalla parte della ragione dominante, non mi pare vi sia un reale motivo per cui vergognarsene. Allo stato attuale delle cose, scegliere di non consumare prodotti…
Lunedì, 23 Luglio 2012 09:01

Complottismi o fascismi? - da Lorcon

da: http://photostream.noblogs.org/ Il seguente articolo è comparso originariamente su Umanità Nova numero 26 anno 92 (22 luglio 2012) Complottismi o fascismi?Le teorie del complotto sono una costante degli ultimi secoli ma negli ultimi anni, complice la diffusione di internet, c’è stato un vero e proprio fiorire di complottismi sui più svariati argomenti.Si va dall’11 settembre, ad HAARP, al signoraggio, ai rettiliani, agli Iluminati fino alle deliranti speculazioni che negli ultimi mesi pretendono di collegare, in base a sconclusionate teorie numerologiche, il naufragio della nave da crociera Concordia agli accordi internazionali siglati dal governo Monti.Queste teorie, al di là del loro contenuto specifico, hanno alcune caratteristiche comuni: la tendenza a ricercare una simbologia che riveli in maniera manifesta le trame del potere ( ad esempio tutte le speculazioni sulla piramide massonica presente sui biglietti da un dollaro) la tendenza ad operare una divisione manichea del mondo: da un lato chi ha scoperto la chiave d’accesso ad un universo misterico, il vero reale, e dall’altro la massa ignorante ed i grandi manovratori occulti la riduzione della complessità del mondo ad un unico disegno che, per definizione,è in grado di spiegare qualsiasi fenomeno l’assoluta non-falsificabilità delle ipotesi di partenza: qualsiasi critica all’ipotesi cospirativa è la prova del successo della cospirazione stessa e soprattuto la presenza di una visione misticheggiante, in cui ci si propone come portatori della Verità si rinnega la materialità dei conflitti politici, si interpreta la lotta politica come il precipitato di un conflitto manicheo fra due gruppi accomunati da destini…
© 2016 Antispecismo.Net. All Rights Reserved. Designed By WarpTheme

Please publish modules in offcanvas position.