Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta inviata da Camilla Lattanzi a Repubblica, in seguito alla pubblicazione di un articolo di Michele Serra sull'edizione dell'1/7/2014.

LETTERA APERTA A REPUBBLICA

Nell'infelice AMACA di martedì 1mo Luglio, Michele Serra ha purtroppo aggiunto un altro anello alla catena di luoghi comuni e dissimulazioni che caratterizza il rapporto della nostra società con gli animali. Affermando che la natura è cruenta Serra perde completamente di vista il fatto che l’episodio di Berna (un orsetto che viene soppresso dallo zoo in cui era ospitato) è in sé un’accusa all’innaturalità dello zoo stesso.

Serra però si guarda bene dal prendere posizione su queste anacronistiche e crudeli istituzioni, luoghi di segregazione e sofferenza estrema, né spende una parola sulla contenzione in uno spazio ristretto di un cucciolo d'orso assieme a un maschio adulto, sulla decisione tutta umana di sopprimere il cucciolo, sull'ottocentesca esibizione a scopo didattico del cadavere impagliato.

Né possiamo aspettarci che Serra si chieda “ma come caspita fanno in natura i cuccioli d’orso a diventare adulti?”, perché questa banale domanda farebbe cadere il suo fragile costrutto. Molto più opportuno per lui sorvolare, anche sullo sdegno che l’episodio ha sollevato nel mondo scientifico, e concentrarsi sull'esercizio del linciaggio verso la categoria de "gli animalisti".

Un linciaggio che a dire il vero non sorprende, perché capita spesso a intellettuali e commentatori provenienti dalle fila della sinistra - persone che un tempo volevano cambiare il mondo e oggi sono dei semplici ex, ben integrati nel sistema dominante - di bollare con stizza come "ideologici", "estremisti" e così via le persone che sono spinte ad agire da motivazioni etiche profonde e disinteressate, anziché da interessi personali, opportunistici, di carriera.  Oggi sono gli animalisti, domani gli ambientalisti, dopodomani i NO-TAV, i sindacati e tutto quello che disturba il processo di imborghesimento e cinica assimilazione al sistema di mercato.

L'unica bestia (se vogliamo usare il termine in senso dispregiativo, ma a essere intellettualmente onesti anche di ciò si potrebbe discutere) in tutto questo dibattito è il genere umano e il suo delirio antropocentrico di cui Serra - solo in questo senso - è un magnifico esemplare.

Guardiamoci dai quei tanti, troppi, ex comunisti, ex ribelli, ex rivoluzionari, ex noglobal che stanno purtroppo diventando i peggiori difensori dello status quo.


Camilla Lattanzi, Firenze

 aereo

Pubblicato in Spunti di Riflessione
Mercoledì, 08 Agosto 2012 12:38

Le agenzie stampa e la violenza sulle trans

Pochi giorni fa, le principali agenzie di stampa diffondono la notizia dell'accoltellamento di una transessuale a Milano. Riportiamo la lettera di una lettrice ha indirizzato al sito dell'AGI. Sotto, il link all'articolo pubblicato dall'agenzia di stampa.


A: AGI

Da ex persona transessuale male-to-female (da maschio a femmina) trovo assurdo che ancora nel mondo dell'informazione si utilizzino le desinenze e gli articoli al maschile ("un transessuale", "accoltellato", ecc.) per designare una persona che ha fatto o sta facendo il percorso che anch'io ho portato a compimento. Il maschile si utilizza quando ci si riferisce a donne che stanno TRANSizionando verso il maschile (female-to-male), cioè a quelle persone che intraprendono il percorso esattamente opposto al mio e a quello della donna trans vittima della brutale aggressione di cui si rende conto in molti siti d'informazione. Bisogna sempre prendere come riferimento il sesso/genere d'arrivo della persona di cui si parla, altrimenti le si manca di rispetto, altrimenti si calpesta la sua volontà di raggiungere la serenità approdando al genere cui sente di appartenere. Io credo fermamente che il rispetto verso le persone come noi passi anche da queste precisazioni, che naturalmente sono meno gravi di quanto accaduto a Milano. Tuttavia, è bene ricordare che quando si lasciano le persone nel vago, nell'indefinibile, si contribuisce a far loro del male. A noi persone transgender viene purtroppo negata anche una dignità lessicale, e questo è uno dei tanti danni che subiamo da questa società, civile solo a parole. Del resto, questo trattamento (che non è esagerato definire ignobile dato che la conoscenza di certe questioni è alla portata di tutti da ormai parecchio tempo) ci accomuna per l'ennesima volta agli animali non umani, i quali subiscono anch'essi la violenza di un lessico che si piega alle esigenze umane, allo scopo (ridicolo, peraltro) di rendere meno inaccettabile la schiavitù di moltissimi esseri umani al condizionamento culturale di questo sistema nazicapitalista, che impone il consumo di carne come un qualcosa di indispensabile. E' dunque sempre il profitto a farla da padrone, ad annientare cuori e menti.

E' anche per tale ragione che un essere vivente (un maiale, un pollo, un pesce, una mucca, ecc.) diviene "carne da reddito", viene cioè reificato per poter essere commercializzato: e così sembra che le torture e le uccisioni dei macelli passino in secondo piano. Anche noi persone trans veniamo ridotte e viste quasi esclusivamente come oggetti: per la precisione, pupazzi da compatire o da deridere, ma soprattutto oggetti con cui divertirsi in un angolo buio, di notte, in strada (cioè in un altro mattatoio). E' per questo che nell'immaginario collettivo la trans m-t-f viene principalmente vista come una troia, che nel linguaggio popolare - vedi un po' che combinazione - è il termine che sta a designare la femmina del maiale. Il maiale è prosciutto e salsiccia, non un essere senziente capace di emozioni; la trans è una troia, un pupazzo, non una persona, un essere pensante e in grado di avere passioni e ideali. Di fronte a tali orripilanti convinzioni di un sistema umano malato e ormai al collasso, occorre lavorare tutti i giorni con pazienza e coraggio al fine di elaborare una resistenza attiva delle coscienze, una resistenza che sia in grado di puntare l'indice verso la pancia mostruosa dell'eterno Moloch che si nutre di vittime innocenti, distruggendone memoria, vita e considerazione.


Articolo comparso sul sito dell'AGI

Transessuale accoltellato in strada a Milano, e' grave

(AGI) Milano - Un transessuale italiano di 40 anni e' stato accoltellato in strada ed e' ricoverato in ospedale in gravi condizioni. E' successo poco dopo la mezzanotte in via Rosellini, in zona Isola a Milano. A quanto si apprende dalla polizia, e' stato colpito con tre coltellate al petto, alla coscia e a un braccio e trasportato in codice giallo all'ospedale Fatebenefratelli dove e' tuttora ricoverato.
Secondo il suo primo racconto e secondo alcuni passanti presenti in strada, non si sarebbe trattato di una rapina finita male ma di un'aggressione vera e propria. I testimoni avrebbero visto un uomo fuggire in auto.

Pubblicato in Spunti di Riflessione
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