CANI: deformità di razza pura

di Michela Angelini

(Già pubblicato su anguane.noblogs.org)

 

Secondo L'FCI, federazione internazionale delle associazioni di allevatori canini, l'obiettivo dell'allevamento canino è produrre cani in salute con struttura e mentalità tipica della razza, cani che possano vivere una vita lunga e felice per il benessere e il piacere del proprietario e della società e del cane stesso[1].

 

L'allevamento sottostà a un regolamento, che cita:

i cani in perfetta salute, in termini di ereditarietà, sono quelli che trasmettono le caratteristiche dello standard di una razza, il suo tipo ed il suo temperamento e non presentano alcun difetto ereditario sostanziale che potrebbe minacciare l’aspetto funzionale della loro progenie.

I cani che presentano dei difetti eliminatori, come un temperamento malsano, una sordità od una cecità congenita, labbro leporino, palato spaccato, delle malformazioni notorie della mascella o dei difetti dentali pronunciati, un’atrofia progressiva della retina, i cani che soffrono di epilessia, i cani criptorchidi, monorchidi, albini, affetti da displasia severa accertata dell’anca oppure dei cani che presentano dei colori di pelo non desiderati non possono essere utilizzati per l’allevamento[2].

 

Perché proprietario e società dovrebbero beneficiare della salute del cane prima del cane stesso? Chi decide quando un difetto ereditario è “sostanziale” e quando un cane è, in realtà, escluso dalla riproduzione?

 

Una strada per tentare di rispondere a queste domande la troviamo con la visione del documentario della BBC “Pedigree Dog Exposed[3]”, che fa un'attenta analisi delle conseguenze della selezione canina negli ultimi due secoli:

Inizialmente e fino all'ottocento, i cani venivano allevati per funzioni pratiche, come la caccia, la guardia o qualsiasi altro lavoro che un cane potesse eseguire e, per poter svolgere questi compiti, era d'obbligo un'eccellente salute ed una perfetta funzionalità organica e meccanica. Dal 1800 in poi il sodalizio uomo – cane, che durava da migliaia di anni, si trasforma. Il cane diventa animale da compagnia, un status symbol, un vezzo, un ornamento da sfilata e, di conseguenza, l'uomo inizia a manipolarne la genetica, attraverso la selezione, mirando alla sola espressione di nuovi caratteri estetici, a scapito di quelli funzionali. Il premio per i vanitosi allevatori sarà la possibilità di uscire vincitori da rassegne canine, anch'esse nate nell'800, che renderanno il soggetto vincitore famoso, di pregio, richiesto riproduttore e nuovo oggetto di desiderio per la nuova borghesia vittoriana.

Modificazioni della morfologia canina in 100 anni di mostre

Come si evince da questi screen shot, presi dal documentario Pedigree Dog Exposed, l'ambizione di poter creare il cane progettato sulla carta ha portato, in appena 100 anni, alla comparsa di animali completamente diversi dai propri antenati. Consiglio anche la visione del breve documentario riguardante le modificazioni avvenute nel carlino, visibile al seguente link  http://www.youtube.com/watch?v=Wz0mJW_LKsU

 fig.1

 Fig. 1: Bassotto, notare la variazione dei diametri addominali e della lunghezza degli arti;

 fig.2

Fig. 2: Pastore Tedesco, la selezione per i cani da mostra ha voluto soggetti con la groppa estremamente inclinata che, di contro, presentano un'andatura decisamente innaturale e incoordinata;

 fig.3

Fig. 3: Basset Hound, notare l'allungamento delle orecchie, la pancia che rasenta il terreno e le numerosissime pieghe, soprattutto a livello degli arti;

 fig.4

 Fig. 4: modificazione della morfologia cranica del bull dog dovuta alla selezione.

L'inbreeding

Come è stato possibile ottenere modificazioni di questa portata in appena 100 anni di lavoro? Grazie all'inbreeding, o inincrocio.

Il metodo più sbrigativo per eliminare caratteri estetici non desiderati e per fissare caratteristiche fisiche desiderabili (dall'allevatore) è l'accoppiamento tra consanguinei (di solito tra fratelli o nonni – nipoti) perché, appunto, permette di mescolare geni di soggetti geneticamente molto simili. Grazie a questo metodo possono essere eliminati geni dominanti permettendo l'espressione di geni recessivi che, diversamente, resterebbero silenziati[4]. Restringendo sempre di più i geni trasmissibili da una generazione a quella seguente, si ottengono razze dalla struttura genetica ripetibile, meglio note come “razze pure”[5].

 

La tecnica dell''inbreeding è stata utilizzata al punto che i 10000 carlini che vivono in Gran Bretagna discendono da appena 50 cani.

L'inincrocio è, però, un'arma a doppio taglio; con tale sistema infatti, non possiamo scegliere quali geni recessivi far esprimere e quali no e, spesso, vengono espressi geni che  determinano problemi di salute e che, una volta fissati, verranno inesorabilmente trasmessi alla prole al pari di quelle caratteristiche fisiche che ci permettono di distinguere con tanta facilità una razza dall'altra.

Attualmente un cane di razza su quattro soffre di gravi problemi congeniti quali ipotiroidismo, epilessia, allergie, patologie cardiache o displasia dell'anca. Ognuna delle 50 razze più comuni è a rischio di un qualche problema genetico, causa di sofferenza per l'animale. Ad esempio i Labrador Retrivers sono predisposti a patologie osee, emofilia, neoplasie, epilessia e degenerazione retinica[6].

Nessuna razza è esente. Sul sito http://idid.vet.cam.ac.uk/search.php è stato raccolto un database da cui è possibile risalire a tutte le patologie  ereditarie che affliggono le razze canine. Per il Labrador le patologie elencate sono 39.

 

Secondo la ricercatrice genetista Dr. Elaine Ostrander, membro del team che ha pubblicato la sequenza genomica del cane, “l'esplosione delle razze canine avvenuta nei due secoli scorso rappresenta, forse, uno dei più grandi esperimenti genetici mai condotti dall'uomo[7] e, inoltre, grazie alle genealogie (Studio dell'origine e della discendenza) ben documentate, il compito di individuare  le mutazioni che causano le malattie o i geni che stanno  alla base di taglia, colore del mantello o  carattere risulta relativamente semplice. Si apre così un nuovo capitolo medico, che chiudo subito, riguardante lo studio delle malattie genetiche del cane per far luce su meccanismi patogenetici alla base delle malattie che colpiscono gli umani. Infatti, le dieci patologie più diffuse nei cani sono le stesse che affliggono la nostra specie: cancro, epilessia, allergie e malattie cardiache. Inoltre, i cani, vivendo a stretto contatto con noi, condividono gli stessi nostri fattori di rischio ambientali7. Studiamo la versione canina del gene del disturbo ossessivo-compulsivo, una malattia degenerativa dell’occhio dei cani comune anche all’uomo (PRA), un tipo raro di epilessia nei bassotti, di origine genetica esistente anche nell'uomo. Lo stesso vale per i tumori, alcuni dei quali insorgono in certe razze canine anche nel 60 per cento degli individui, mentre colpiscono solo un essere umano su 10 mila[8].

Mostri alle mostre

Chi acquista un cane di razza pura contribuisce alla spesa di 30 milioni di sterline, sborsata settimanalmente nel Regno Unito per la cura delle patologie di cui questi animali sono portatori[9], con la speranza di potersi guadagnare un podio a quelle famose rassegne canine dove sfilano soggetti tutt'altro che in salute.

 

Nel sopracitato documentario vengono presentati due casi degni di nota:

il primo è quello di un pastore tedesco i cui posteriori, selezionati per ribassare al massimo il posteriore, determinano un'andatura completamente anomala[10] ed un soggetto che non è praticamente più in grado di correre;

il secondo è quello di  un pechinese, che nonostante interventi chirurgici alla gola, per problemi (genetici) di respirazione, ha comunque vinto la più importante rassegna canina inglese diventando, sicuramente, un riproduttore molto richiesto.

 

Per alcune patologie, quando la prevalenza della malattia genetica comincia ad essere critica è previsto un programma di monitoraggio per escludere i soggetti portatori dalla riproduzione. Questo avviene, ad esempio, per la displasia dell'anca[11], ma non può certo essere applicato a tutte le 39 patologie genetiche evidenziate nel Labrador Retriver.

La verità è che i cani elevati dall'uomo allo status di razza pura, devono rassegnarsi a convivere con le patologie di cui sono portatori.

 

Nell'esempio che riportavo, i problemi respiratori del pechinese sono causati dall'estremo appiattimento del muso che ruba spazio alla sede delle prime vie aeree, rendendo difficoltoso il passaggio d'aria: la selezione di un carattere estetico ha determinato un problema anatomico collaterale. Ma c'è un caso ancor peggiore. Può lo standard di razza elevare un carattere che comporta patologie come principale segno distintivo della razza?

In Pedigree Dog Exposed, un'allevatrice dichiara “Che Rhodesian Ridgeback sarebbe un Rhodesian senza la cresta?”. Lo standard di razza, infatti, cita: la particolarità del Rhodesian Ridgeback è la presenza di una cresta sul dorso, formata da pelo che cresce in direzione opposta al resto del mantello. La cresta e' considerata l'emblema della razza: essa deve essere ben delineata, affusolata e simmetrica, deve iniziare immediatamente dietro le spalle e continuare fino al punto di prominenza delle anche[12].

Qualora il cane non presentasse la cresta, il codice etico del Club Rhodesian Ridgeback impone che i cuccioli non possano riprodursi e, pur sostenendo chi decide di sterilizzare i cani, ritiene sia diritto dell'allevatore la soppressione dei soggetti senza cresta.

Mentre gli allevatori condannano l'assenza di cresta come una tara genetica gravissima, la medicina ha collegato tale cresta alla presenza di una patologia che, nella sua espressione più grave, costringe all'eutanasia del cane perché troppo dolorosa: il seno dermoide[13]. Nessuno dei soggetti senza cresta ha mai sviluppato la malattia.

 

Il quadro evidenziato da quanto esposto e dall'inchiesta della BBC è piuttosto chiaro:

Un pugno di associazioni decide gli obiettivi da raggiungere con la selezione, formulati soprattutto su basi estetiche. Gli allevatori usano ogni metodo loro disponibile per creare il soggetto perfetto. Non ci son regole che escludano dai concorsi canini soggetti portatori di malattie genetiche e, spesso, il non far riprodurre cani malati resta un consiglio dato nelle segrete stanze di uno studio veterinario: non esistono reali divieti, finché il cane rientra nello standard di razza.

Conseguenze del documentario

La denuncia della BBC non poteva che portare a delle reazioni, sia da parte delle istituzioni che da parte del Kennel Club. A tre settimane dalla messa in onda del programma, è stata vietata l'eliminazione dei cuccioli non conformi allo standard di razza, sono stati rivisti alcuni aspetti degli standard di razza per cercare di ridurre l'espressione di caratteristiche estreme ed  è stato bannato l'accoppiamento genitore – figlio e fratello – sorella da parte del Kennel Cub che, pur ammettendo l'alto grado di consanguineità nelle razze canine, dichiara che non c'è evidenza scientifica che correli miglioramenti di salute e longevità con la riduzione della consanguineità.

 

Il Kennel Club non ha il potere di imporsi sulle associazioni di razza. Come dichiarato in Pedigree Dog Exposed, il Kennel Club è l'unico strumento di controllo della selezione e, se diventasse troppo reazionario, perderebbe il supporto della maggioranza diventando ininfluente nelle regole che formano gli standard di razza. 

Nel 2011 il Kennel Club ha registrato un dalmata, che presentava nella sua genealogia un parente di razza pointer. Lo scopo di questa operazione era la reintroduzione di un gene eliminato con la selezione del dalmata moderno, senza il quale tale razza è predisposta alla formazione di calcoli urinari. Il Club inglese dei Dalmata ha impedito che questo cane, ritenuto un incrocio, si accoppiasse con Dalmata puri che, in questo modo, restano predisposti alla formazione di calcoli urinari[14].

 

A seguito di un secondo documentario della BBC[15], il Kennel Club dichiara che ci sono problemi molto seri che riguardano la salute del cane e del benessere animale ma la stragrande maggioranza degli allevatori non si fa tanti scrupoli nel proseguire la propria opera.

Gli standard di razza rivisti dal Kennel Club, con supervisione veterinaria, puntano all'eliminazione di quelle caratteristiche ritenute esagerate come musi eccessivamente corti o rughe esagerate. Anche se il Kennel Club ha investito nella ricerca per evidenziare le malattie di origine ereditaria, cercando di sviluppare test che permettano di evidenziare gli animali portatori, in assenza di normativa specifica, nulla obbliga agli allevatori di dar precedenza alla moda sulla salute. Per cercare d'ovviare a questo problema, il Kennel Club promuove la presenza di veterinari alle mostre canine che vigilino sull'effettiva salute canina.[16]

Nel 2010 le autorità del Regno Unito hanno proibito ai giudici di premiare cani afflitti da tratti morfologici tali da ridurre “la vitalità, la salute, la fitness dell’animale”.

In Italia, intanto, le raccomandazioni del Comitato bioetico per la veterinaria, presentate già a fine 2008 in Parlamento sono rimaste lettera morta[17].

 

Certo, passi importanti sono stati fatti, ma resta comunque un fatto inconfutabile: la variabilità genetica nei cani di razza è ridotta al minimo, le malattie geneticamente trasmissibili sono cresciute in modo esponenziale, a causa della selezione selvaggia. Occorrerebbe una presa di coscienza ed attuare un importante rimescolamento tra razze per ri-arricchire quel patrimonio genetico che abbiamo ridotto all'osso, restituendo dignità e salute ai cani.

Può l'uomo rinunciare alle pieghe dello Sharpei, al muso schiacciato del Carlino e del Pechinese, al buffo muso del Bull Dog o alla cresta del Rhodesian? Siamo disposti a scambiare l'identità che abbiamo imposto alle varie razze con salute e dignità?

Oramai le patologie di razza sono diventate come delle note scritte in piccolo sul pedigree. Chi sceglie un cane di razza sceglie, spesso consapevolmente, un animale che avrà bisogno di cure specifiche e la chirurgia estetica nei pet fa passi da gigante[18].

Infondo se un Pechinese non respira perché non ridurre un po' quegli esagerati tessuti molli che ostruiscono la gola*?

Se uno Sharpei non ci vede per le pieghe eccessive, perché non fare un po' di taglia e cuci per ridargli la vista**?

fig.5

E se le pieghe di un Basset Hound sono esagerate e sede di ferite ed infezioni? Si eliminano! Perché, poi, non aprire le narici di quel Carlini, che faticano a tirar fiato***?

Poi c'è il botox, utile per distendere quelle antipatiche rughe che diverse razze hanno sul muso, così difficili da trattare con antibiotici locali quando si infettano. E quei cani che non hanno una chiusura corretta del morso? Sono perfetti, basta correggerli con  l'apparecchio dentale!

fig.6

Se il cane ingrassa troppo possiamo sempre portarlo a fare una bella seduta di liposuzione (Frequente negli USA, dove il 40% dei cani risulta sovrappeso).

Poi già che ci siamo possiamo ridare virilità a quei cani castrati mettendo due bei “neuticles[19]” al posto dei testicoli. Se le orecchie cadono possiamo inserire due pratici impianti in silicone per tenerle belle dritte e se la mammella dopo il parto è cadente possiamo sempre ridurla un po' con il bisturi.

Poi c'è la devocalizzazione (consentita in diversi stati USA), in caso il nostro cucciolo infastidisca i vicini, non vorremmo mai qualcuno sporgesse denuncia per il suo comportamento maleducato[20].

 

Il confine tra intervento a salvaguardia della salute e intervento per avere il toys dei nostri sogni è breve: un esempio su tutti è l'impianto di finti testicoli di silicone, i Neuticles, il cui prezzo va da 119$ a 599$, per non infastidire quei padroni per cui la mancanza di mascolinità nei propri fedeli amici può essere un problema[21]. Sono stati impiantati più di 148,000 testicoli di silicone nel mondo, solitamente l'impianto riguarda cani (ma ne esistono anche per cavalli, tori e gatti). Secondo Gregg Miller, inventore della protesi, gli animali non si accorgono del cambiamento quando il testicolo viene sostituito dal neuticle, ma il proprietario ha un cane dall'identità inconfutabilmente maschile quando va al parco. Diverse persone non avrebbero castrato il cane se non ci fosse stata la possibilità di impiantare i neuticles, per questo ritiene di contribuire al lavoro di contenimento della popolazione canina.

Il dottor Shulman, chirurgo estetico dell'Animal Medical Center of Southern California, dichiara che, essendo i pet membri della famiglia, è giusto che (chi può permetterselo) sfrutti le tecnologie disponibili e le competenze veterinarie per dare ai propri beniamini una miglior qualità della vita. Pur sconsigliando di intervenire senza fondate ragioni mediche, dichiara che non è raro che i cani vengano sottoposti a chirurgie estetiche completamente inutili[22] e a volte ci rimettono anche la vita[23].

Il veterinario brasiliano Edgar Brito, famoso per interventi estetici sugli animali, si chiede, “se le tecniche e i prodotti consentono di applicare agli animali quello che funziona per gli uomini perché non farlo?”[24]

E, allora, perché vietare ad un bel dobermann di essere ancora più bello portando le orecchie ancora più dritte, grazie all'impianto di protesi in silicone o perché impedire il tatuaggio agli oltre 2000 cani che, ad oggi in Italia, possono sfilare mostrando il loro bel tatoo, anche grazie alla rasatura permanente del pelo?[25]

 fig.7

Volendo rispondere alle domande che ponevo all'inizio, credo che nessuno di quelli che ha messo mano alla genetica canina, si sia soffermato sul significato di “difetto ereditario sostanziale” e che, a tutt'oggi, allevatori e associazioni di razza amino minimizzare tutti i problemi di salute e tendano a ritenere difetti ereditari sostanziali solo ed esclusivamente quelli che escono dai canoni estetici che essi stessi desiderano.

La smania di entrare a far parte, sfruttando il proprio animale, di quella elite da concorso canino, sviluppa una serie di “ingegni” utili al raggiro dei criteri d'ammissione. Perché non presentare il mio perfetto pastore tedesco ai concorsi, cui non potrebbe prendere parte per quell'insignificante depigmentazione tatuabile, del naso? Chi mi vieta di impiantare un neuticle ad un cane monorchide, di far una plastica ad un labbro leporino o di raddrizzare la dentatura storta con un'apparecchio ai denti?

Il delirio di bellezza dei padroni viene trasferito sugli animali che, dopo due secoli di maltrattamento genetico, oggi sono anche costretti a subire dolorosi e spesso inutili interventi estetici, in nome della vanità umana.

Oramai è diventata ovvia la risposta alla prima domanda. Con quanto qui esposto pare chiaro il motivo per cui il benessere del cane finisce dopo quello del proprietario e della società. Il cane deve adattarsi ai desideri del padrone, non può che essere un Dalmata con le macchie, uno Sharpei con le pieghe o un Rhodesian con la cresta. Il cane deve imparare che in appartamento non si abbaia, a costo di vedersi abbassato il volume chirurgicamente. Il cane deve incarnare la virilità, cui tanto tiene questa società, mostrando i suoi testicoli anche quando sono ormai stati rimossi. La società non è interessata ad aver cani sani, ci hanno insegnato che “la sterilizzazione riduce l'incidenza dei tumori mammari”, ma non che aumenta il rischio di emangiosarcoma o d'ipotiroidismo[26]. Sappiamo di poter trovare la razza perfetta per noi e compatibile con il nostro stile di vita[27], anche se non ci dicono tutte le patologie-omaggio con cui ci dovremo confrontare. Le malattie canine trainano anche l'economia. Oltre al giro di soldi per le cure e le chirurgie estetiche, cui ho già accennato, le grandi multinazionali del petfood stanno iniziando a produrre mangimi specifici per razza[28], illudendoci di porre una toppa a quei problemi metabolici che abbiamo così sapientemente selezionato. Poi c'è il mondo degli accessori inventati appositamente per compensare le esagerazioni anatomiche, come gli “snoods”, che i Cocker Spaniel indossano per non sporcarsi le lunghissime orecchie e non  ferirsele scuotendo la testa [29].

Pasqualino Santori, veterinario comportamentalista e presidente del Comitato bioetico per la veterinaria, dichiara: ““Una società che si vanta di essere attenta agli animali invece trascura i loro bisogni più elementari. Non si accorge del loro malessere”. Gli acquirenti dovrebbero sapere quali sono i rischi cui forse vanno incontro, e quindi poter firmare un consenso informato. Sarebbe una cosa sacrosanta. Ma sfortunatamente troppo distante dall’atteggiamento consumistico che abbiamo nei confronti degli animali”[30].

 

Un ultimo pensiero va a quel signore con i baffetti che visse su questa terra a metà dello scorso secolo. Chissà che faccia farebbe sapendo quanti mali porta la consanguineità alla razza pura e, di contro, di quanta ottima salute godano quei meticci fuori moda, che affollano i canili.  Pensateci prima di scegliere il vostro prossimo amico a quattro zampe.



[1] FCI INTERNATIONAL BREEDING STRATEGIES http://www.fci.be/uploaded_files/29-2010-annex-en.pdf

[2] ENCI - REGOLAMENTO INTERNAZIONALE DI ALLEVAMENTO http://www.enci.it/documenti/Ria2007.pdf

[3] http://www.youtube.com/watch?v=lc3HRO7n9ZY  http://pedigreedogsexposed.blogspot.it/

[4]Per maggiori informazioni: http://en.wikipedia.org/wiki/inbreeding

[5]http://www.bandalargaeditore.it/portfolio/darwin/D22%20genomica%20cani.pdf

[6]http://prime.peta.org/2013/03/beauty

[7]http://genome.cshlp.org/content/15/12/1706.full

[8]http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2012/01/30/news/e_l_uomo_cre_il_cane-817354/

[9] Il fatto quotidiano, Animali e maltrattamento genetico: belli da morire di Vanna Brocca, 28 maggio 2013

[10]Vedi fig. 2

[12]http://www.rrci.it/standard.htm

[15]http://www.youtube.com/watch?v=x7RTsVfMHQk

[17] Il fatto quotidiano, Animali e maltrattamento genetico: belli da morire di Vanna Brocca, 28 maggio 2013

[18] La chirurgia plastica è un settore in forte espansione nel mercato degli animali da compagnia, la spesa supera i 50 miliardi di dollari (American Pet Products Association, 2011). http://www.businessweek.com/articles/2013-02-11/cutting-edge-canines-the-world-of-dog-plastic-surgery

*     l'esagerato schiacciamento del muso ha prodotto un vero e proprio collasso delle prime vie aeree. L'animale, per la carente ossigenazione e faticando a mantenere una corretta termoregolazione, può essere soggetto a colpi di calore.

**   Il ripiegamento può essere tale da determinare entropion, ovvero la palpebra si ripiega all'interno, andando a sfregare continuamente contro la cornea, determinando inevitabili infezioni.

*** La selezione ha portato alcune razze, come Carlino e Sharpei, ad aver narici estremamente ridotte, con conseguenti problemi di respirazione.

 

In figura: Sharpei cui sono state eliminate le pieghe cutanee sugli occhi che gli impedivano di vedere. Dobermann che ha subito l'impianto di protesi in silicone per migliorare la forma delle orecchie. Cane con apparecchio dentale.

 

[20]Per approfondimenti:

      http://abcnews.go.com/Health/Wellness/pets-plastic-surgery/story?id=14324694

      http://www.timesfreepress.com/news/2013/apr/04/sit-stay-nip-tuck/

      http://www.businessweek.com/articles/2013-02-11/cutting-edge-canines-the-world-of-dog-plastic-surgery

      http://d.repubblica.it/argomenti/2011/11/01/news/lifting_da_cani-618728/

      http://beforeitsnews.com/green-living/2010/08/dozens-of-states-still-allow-cruel-devocalization-of-pets-is-yours-one-of-them-133107.html

      http://ezinearticles.com/?Liposuction-­in-­Dogs?-­Believe-­It!&id=351787

      http://www.realself.com/blog/beauty-beasts-dog-plastic-surgery

 

[21]http://www.net1news.org/chirurgia-estetica-per-cani-riduzione-di-testicoli-e-mammelle.html

[22]http://www.nbcnews.com/id/6915955/ns/health-pet_health/t/more-pets-getting-nipped-tucked/#.UfTwdOHHIrY

[24]http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/lifting-chirurgia-estetica-animali-botox-padroni-980859/

[25]http://www.lapresse.it/cronaca/aidaa-moda-di-tatuare-cani-anche-in-italia-e-maltrattamento-1.359895

[26]http://www.paroladicane.it/archivio/136-rischi-e-benefici-a-lungo-termine-sulla-salute-associati-alla-sterilizzazionecastrazione-nei-cani-.html

[27]http://www.pedigree.it/whatdog/selectadog_selectadog1.asp

[29]http://www.wigglewaggledesigns.com.au/#!what-is-a-snood/c12dk

[30] Il fatto quotidiano, Animali e maltrattamento genetico: belli da morire di Vanna Brocca, 28 maggio 2013

     http://www.corriere.it/animali/08_dicembre_18/cani_bioetica_razze_ogm_0925a38e-ccd5-11dd-95df-

     00144f02aabc.shtml

Pubblicato in Articoli

Aggiornamenti sullo sciopero della fame di Davide Battistini

da: restiamo animali (sul sito seguiranno aggiornamenti)

CATENE....
questa parola evoca epoche lontane e invece... sono storie della civilissima Emilia Romagna.
Guardate questo video  http://youtu.be/ffXG3cf04t0 girato da scatenarediritti e essere animali il 5 febbraio 2013 a Russi in provincia di Ravenna.
In pieno centro cittadino, nessun agente vede, nessuno nota una casa fatiscente piena di topi. In cui vi sono tre poveri cani rinchiusi in gabbie piene di feci.

Per storie come queste, di cui è pieno il paese, Davide Battistini un cittadino di Ravenna sta conducendo dal 1mo gennaio 2013 uno sciopero della fame
non mangia dal 31 dicembre 2012 per chiedere alla sua Regione, governata dal PD, una legge civile che impedisca queste vigliaccate.
Dal 17 febbraio Battistini ha promesso di passare allo sciopero della sete, condannandosi così a morte per l'immobilismo della politica locale.

In Regione si sta discutendo ma al momento la situazione è - come prevedibile - litigiosa e stagnante. Nessuna data certa per l'ottenimento di una legge civile che - tra l'altro - non sembra toccare interessi economici particolari.   La litigiosità politica, la mancanza di sensibilità animalista, le priorità elettoralistiche, la superficialità nel deliberare sulle vite dei viventi, inchiodano Davide al suo digiuno.
Vasco Errani non si è degnato di una visita o di una telefonata a un cittadino che sta portando avanti una battaglia con strumenti pacifici e nonviolenti mettendo a repentaglio solo se stesso: la sua salute e la sua vita.
Nessun politico di rilievo si è avvicinato a lui per constatare come vivono, soffrono, muoiono, gli animali alla catena nella Regione Emilia Romagna.

Paradossalmente è la Lega Nord (opposizione) a chiedere l'abolizione delle catene per tutti i tipi di cane e la loro sostituzione con ampi recinti,
mentre il binomio PD-SEL-VERDI (maggioranza) vorrebbe mantenere una differenziazione (un baratro) di trattamento tra i cosiddetti cani "da compagnia" e quelli invece "da lavoro" quali appunto i cani "da tartufo, da caccia, da guardia e da difesa". Mantenere tali eccezioni ovviamente significa non cambiare assolutamente nulla per i cani.

Ecco l'emendamento dei verdi
http://www.geapress.org/wp-content/uploads/Ogg.-3598.pdf

Ed ecco invece la posizione critica di Lega Nord
(ER) ANIMALI. BASTA CATENA PER FIDO, PD-SEL: "E' UNO DI FAMIGLIA" -2- (DIRE) Bologna, 6 feb. -
Se la societa' considera ormai gli animali come parte della famiglia, e' opportuno che anche da parte degli ogani di governo ci sia la "volonta' di sviluppare, con atti normativi, le pratiche di protezione, di tutela e di benessere animale", a maggior ragione visto che "la Ue riconosce che gli animali sono esseri senzienti, da salvaguardare da qualsiasi sofferenza inutile".
 Ma le critiche non tardano. I primi a gridare allo scandalo sono i leghisti, che da un lato accusano Pd e Sel di essere dei 'copioni', dall'altro li stigmatizzano per aver escluso dalle protezioni i cani da caccia, da guardia o da tartufo, che meritano tutela quanto 'Fido'. Il progetto di legge di Monari e Meo, scrive in una nota il capogruppo della Lega nord in viale Aldo Moro, Mauro Manfredini, e' una "fotocopia" di quello proposto dal consigliere del Carroccio, Stefano Cavalli, il 3 luglio scorso. Ma e' incompleto, perche' "non prevede divieti di tenere alla catena cani da caccia, da tartufo, da guardia e altro". Quel progetto, nonostante i mesi passati, non e' mai stato discusso in commissione e questo ha spinto un animalista, Davide Battistini, a mettersi in sciopero della fame da capodanno proprio per "ottenere una normativa regionale che vieti di tenere alla catena tutti i cani, siano essi da compagnia, da caccia o da tartufo". Ora, invece, arriva la proposta di Pd e Sel, finalizzata solo a "piantare la propria 'bandierina' di partito". Da Manfredini e Cavalli e' gia' arrivato un emendamento per "sopperire alle gravi lacune, tendenziose, della maggioranza" e per "appoggiare la battaglia di civilta' di Battistini, che ha messo a rischio la propria salute per la sacrosanta tutela dei diritti degli animali".

La redazione della trasmissione radiofonica Restiamo Animali sostiene Battistini e ritiene assieme a lui che l'emendamento Manfredini e Cavalli sia da recepire integralmente,
perché sarebbe assurdo fare distinzioni all'interno dell stessa specie animale, solo per il diverso "utilizzo/sfruttamento" che ne fa l'uomo.
Qui il link con i commenti di Battistini a proposito dell'emendamento dei VERDI
http://scatenarediritti.blogspot.it/2013/02/10-domande-ai-verdi-in-regione-er.html

Per amplificare il grido di giustizia testimoniato da Davide Battistini, e per far capire che questa battaglia di civiltà non lo trova isolato, è stato organizzato un DIGIUNO A STAFFETTA al quale si sono già iscritte 75 persone da tutta Italia. Il digiuno a staffetta è in corso. Oggi digiunano Fabio Serrozzi di Castelfiorentino, Angelic Petrina di Catania, Laura Sangiorgio di Lissone. Ieri hanno digiunato sette persone. Fotografie e testimonianze del digiuno a staffetta sul blog restiamoanimali.wordpress.com

Chiunque volesse iscriversi al digiuno (24 ore a testa) può ancora farlo scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La petizione on line che Davide ha lanciato è qui

http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N34201

Il suo blog è

http://scatenarediritti.blogspot.it/

catene


La redazione

Pubblicato in Attualità - Notizie

PROTESTA PER ABOLIRE LA DETENZIONE DEI CANI ALLA CATENA

 

Mercoledì 30 gennaio

dalle 11.00 alle 13.00 in via Aldo Moro 24 BOLOGNA

 

Il prossimo mercoledì saremo davanti alla sede della Regione Emilia Romagna, in supporto all'iniziativa non-violenta di Davide Battistini, attivista per i Diritti Animali in sciopero della fame dal primo gennaio per ottenere il divieto regionale di detenzione dei cani alla catena.

 

Dopo la manifestazione, chi vuole viene al ristorante dell'associazione naturista bolognese. 

Io sarò al trentesimo giorno di sciopero della fame.

Berro' un centrifugato di verdure.

 

Davide Battistini

 

Earth First!

 

Per Info: 

mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

tel: 342 1894500

 

essereAnimali • diverse specie un solo pianeta

 

PROTESTA per ABOLIRE la detenzione dei cani alla catena (Facebook)

 

Vedi anche: comunicato di solidarietà di Oltre la Specie e lettera dell'attivista in sciopero della fame in sostegno di Davide

Pubblicato in Appuntamenti ed Eventi
Fonte: www.oltrelaspecie.blogspot.it

COMUNICATO DI SOSTEGNO ALL'ATTIVISTA ROMAGNOLO IN SCIOPERO DELLA FAME
(Aggiornamento dall'attivista di Oltre la Specie: http://oltrelaspecie.blogspot.com/2013/01/lettera-dellattivista-di-oltrelaspecie.html)

Oltrelaspecie esprime piena solidarietà e sostegno a Davide Battistini (del quale riportiamo in conclusione il più recente appello), attivista in sciopero della fame dal 1° gennaio dell'anno in corso.

L'obiettivo dell'iniziativa è ottenere che la Regione Emilia Romagna stabilisca il divieto su tutto il territorio di sua competenza riguardo l'uso della catena, ancora molto diffuso, a danno dei cani. Evidenziando le contraddizioni che emergono dalle disposizioni previste in merito dai Comuni, dalle Regioni e dalle leggi nazionali, Davide ha individuato nell’ente regionale il punto sensibile, per mezzo di una pressione individuale, per ottenere un importante cambiamento.

Da parte sua Oltrelaspecie desidera contribuire a diffondere questa notizia, affinché il cammino intrapreso dal singolo animalista non si spenga nell'indifferenza che viene dal disinteresse sociale e dal conseguente isolamento per una richiesta che, una volta accolta, allevierebbe la sofferenza di centinaia, migliaia di animali.

Ols, in quanto associazione impegnata nella più ampia lotta di liberazione dei non umani (a prescindere dalla loro specie d'appartenenza) sottolinea come la schiavitù animale gravi su miliardi di animali non solo cosiddetti 'd'affezione', ma anche sui soggetti considerati 'da reddito' a fini alimentari, 'da vivisezione' a fini scientifici, 'da pelle e pelliccia' a fini di abbigliamento, 'da caccia' per fini sportivi o 'da detenere ed addestrare' a fini d'intrattenimento per gli umani.

La logica di sfruttamento che sta alla base di tutti gli atti discriminatori poggia sulla convinzione che la nostra specie abbia il diritto di disporre della vita altrui poiché 'diversa', poiché presupposta 'minore'. Tale logica corrisponde anche alle numerose dinamiche di prevaricazione intraumane, ancora una volta perpetrate a danno delle categorie più deboli, così trasformate in 'inferiori'.

Entrando nello specifico della questione randagismo, la società antropocentrica dimostra di aver partorito una legge di apparente e flebile tutela nei confronti di cani e gatti (la tanto osannata 281), con l'apparente intento di proteggere almeno le due specie che hanno condiviso con noi un lunghissimo processo di stretta coevoluzione. Risulta chiaro che vige una evidente mancanza istituzionale generalizzata di volontà nel porre fine alle immani tragedie che ancora colpiscono anche queste due specie animali. Infatti, oltre a costringere alla detenzione migliaia di essi nelle prigioni a cielo aperto chiamate 'canili' e 'gattili', oltre a far ricadere buona parte del carico di lavoro sulle spalle dei volontari che si prendono disperatamente cura di loro, permangono veri e propri vuoti legislativi che comprendono la possibilità di rinchiuderli in recinti, serragli e di obbligarli ad un luogo per mezzo di catene strette al loro corpo.

Alla stregua di schiavi dell'umano che li 'possiede', quali fossero strumenti di difesa e/o occasionale mera compagnia, cani e gatti soffrono tremendamente l'essere così vicini ad una specie che, concependosi come loro padrona, li costringe alla deprivazione sociale e sensoriale.

Immaginate che la percezione del mondo che vi circonda sia circoscritta a pochi centimetri o metri scanditi da una sequenza di anelli di una catena; immaginate che le escoriazioni del vostro collo affondino le ragioni della vostra insofferenza fino ad inondare di dolore e solitudine il vostro cuore affranto e senza speranza; immaginatevi di dover vivere la relazione dello schiavo con il padrone, non riuscendo a discernere il significato di una carezza che viene dall'altro capo di una catena oltre che fisica, mentale....Questo scenario per noi inimmaginabile (in quanto appartenenti alla schiera dei dominatori) possiamo però intuire che alberghi nell'anticamera della pazzia.

All'interesse dei non umani, anche quando esso è fondamento esistenziale, non viene quasi mai accordato peso se non dopo anche il più insignificante interesse umano, poichè fra animali e umani sussiste ancora il diritto di proprietà e gli umani sono culturalmente abituati a percepire gli altri animali come meri oggetti di proprietà. Noi CHIEDIAMO che agli animali, come in passato agli schiavi umani, venga riconosciuto lo status morale di PERSONE, per l'ottenimento della protezione giuridica degli interessi fondamentali. Il fatto che ciò non sia ancora avvenuto è ingiustificabile, se si pensa che il nostro sistema giuridico considera persone giuridiche persino alcune entità non sensibili.
La prima rivoluzionaria conseguenza sarebbe la fine della mercificazione e quindi il DIVIETO DI ALLEVAMENTO E VENDITA degli individui riconosciuti come soggetti e non più oggetti di proprietà, dei quali altri possono disporre a piacere. Questa impostazione innovativa dello status morale e giuridico degli animali , rimuoverebbe gli ostacoli alla fruizione dei diritti ancora negati, restituendo alle vittime dell'oppressione la giustizia dovuta. Per evitare di veder scatenate nei telegiornali le guerre ai cosiddetti cani 'pericolosi', per non sentir più guaire 'da lontano' esseri senzienti vissuti come antifurti in carne e ossa, ci uniamo al grido di libertà lanciato da Davide Battistini, rilanciando la protesta a livello nazionale.

Un nostro attivista -nonchè volontario dell'associazione A.p.a.r. nel canile e gattile di Gallarate- oggi si affianca allo sciopero della fame in corso già da due settimane da parte dell'attivista romagnolo, nella speranza che da tutta Italia si levi più forte l'eco della voce degli animali 'legati FINO ALLA MORTE'. Mentre il movimento animalista nel suo complesso fatica a far confluire le disparate energie in progetti di progressiva e radicale modifica dello status quo, riteniamo importante che singoli individui si facciano carico di battaglie atte a scuotere le coscienze.


Contribuisci anche tu a far circolare i motivi di questa lotta contro lo sfruttamento degli animali. Sii anche tu il principio del cambiamento che vorresti veder realizzato. Fai girare l’appello per la raccolta delle firme http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N34201

Oltrelaspecie

www.oltrelaspecie.org
www.oltrelaspecie.blogspot.com

Vai all'appello di Davide Battistini al Presidente della Regione Emilia-Romagna

canicatenaromagna
Pubblicato in Attualità - Notizie
© 2016 Antispecismo.Net. All Rights Reserved. Designed By WarpTheme

Please publish modules in offcanvas position.