ATTENZIONE: IL DIBATTITO E' STATO ANNULLATO:
http://oltrelaspecie.blogspot.com/2013/05/20-maggio-milano-universita-statale.html

da Oltre la Specie:

Car* amic*,
vi segnaliamo un appuntamento di particolare importanza, dopo la liberazione delle cavie dal laboratorio di Farmacologia del 20 aprile a Milano da parte di attivisti di Fermare Green Hill.

Dopo quello storico giorno, il dibattito aperto sui media locali e nazionali sull'azione di occupazione dello stabulario e sulla legittimità della sperimentazione animale arriva presso la stessa università.

20 MAGGIO, ORE 14.30 - UNIVERSITA' STATALE, MILANO

"E' GIUSTO SPERIMENTARE SUGLI ANIMALI"?
Dibattito aperto con gli attivisti di "Fermare Green Hill" e i ricercatori pro-sperimentazione

Intervengono:
-Lorenzo Lo Prete, Fermare Green Hill
-Massimo Tettamanti, Consigliere Scientifico I-Care
-Alberto Ferrari, Pro-Test Italia
-Alessandro Papale, Università S.Raffaele
Coordina: Sandro Zucchi, Università Statale

LUNEDI' 20 MAGGIO UNIVERSITA' STATALE VIA FESTA DEL PERDONO ORE 14.30 - AULA 422
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Fonte: www.oltrelaspecie.blogspot.it

COMUNICATO DI SOSTEGNO ALL'ATTIVISTA ROMAGNOLO IN SCIOPERO DELLA FAME
(Aggiornamento dall'attivista di Oltre la Specie: http://oltrelaspecie.blogspot.com/2013/01/lettera-dellattivista-di-oltrelaspecie.html)

Oltrelaspecie esprime piena solidarietà e sostegno a Davide Battistini (del quale riportiamo in conclusione il più recente appello), attivista in sciopero della fame dal 1° gennaio dell'anno in corso.

L'obiettivo dell'iniziativa è ottenere che la Regione Emilia Romagna stabilisca il divieto su tutto il territorio di sua competenza riguardo l'uso della catena, ancora molto diffuso, a danno dei cani. Evidenziando le contraddizioni che emergono dalle disposizioni previste in merito dai Comuni, dalle Regioni e dalle leggi nazionali, Davide ha individuato nell’ente regionale il punto sensibile, per mezzo di una pressione individuale, per ottenere un importante cambiamento.

Da parte sua Oltrelaspecie desidera contribuire a diffondere questa notizia, affinché il cammino intrapreso dal singolo animalista non si spenga nell'indifferenza che viene dal disinteresse sociale e dal conseguente isolamento per una richiesta che, una volta accolta, allevierebbe la sofferenza di centinaia, migliaia di animali.

Ols, in quanto associazione impegnata nella più ampia lotta di liberazione dei non umani (a prescindere dalla loro specie d'appartenenza) sottolinea come la schiavitù animale gravi su miliardi di animali non solo cosiddetti 'd'affezione', ma anche sui soggetti considerati 'da reddito' a fini alimentari, 'da vivisezione' a fini scientifici, 'da pelle e pelliccia' a fini di abbigliamento, 'da caccia' per fini sportivi o 'da detenere ed addestrare' a fini d'intrattenimento per gli umani.

La logica di sfruttamento che sta alla base di tutti gli atti discriminatori poggia sulla convinzione che la nostra specie abbia il diritto di disporre della vita altrui poiché 'diversa', poiché presupposta 'minore'. Tale logica corrisponde anche alle numerose dinamiche di prevaricazione intraumane, ancora una volta perpetrate a danno delle categorie più deboli, così trasformate in 'inferiori'.

Entrando nello specifico della questione randagismo, la società antropocentrica dimostra di aver partorito una legge di apparente e flebile tutela nei confronti di cani e gatti (la tanto osannata 281), con l'apparente intento di proteggere almeno le due specie che hanno condiviso con noi un lunghissimo processo di stretta coevoluzione. Risulta chiaro che vige una evidente mancanza istituzionale generalizzata di volontà nel porre fine alle immani tragedie che ancora colpiscono anche queste due specie animali. Infatti, oltre a costringere alla detenzione migliaia di essi nelle prigioni a cielo aperto chiamate 'canili' e 'gattili', oltre a far ricadere buona parte del carico di lavoro sulle spalle dei volontari che si prendono disperatamente cura di loro, permangono veri e propri vuoti legislativi che comprendono la possibilità di rinchiuderli in recinti, serragli e di obbligarli ad un luogo per mezzo di catene strette al loro corpo.

Alla stregua di schiavi dell'umano che li 'possiede', quali fossero strumenti di difesa e/o occasionale mera compagnia, cani e gatti soffrono tremendamente l'essere così vicini ad una specie che, concependosi come loro padrona, li costringe alla deprivazione sociale e sensoriale.

Immaginate che la percezione del mondo che vi circonda sia circoscritta a pochi centimetri o metri scanditi da una sequenza di anelli di una catena; immaginate che le escoriazioni del vostro collo affondino le ragioni della vostra insofferenza fino ad inondare di dolore e solitudine il vostro cuore affranto e senza speranza; immaginatevi di dover vivere la relazione dello schiavo con il padrone, non riuscendo a discernere il significato di una carezza che viene dall'altro capo di una catena oltre che fisica, mentale....Questo scenario per noi inimmaginabile (in quanto appartenenti alla schiera dei dominatori) possiamo però intuire che alberghi nell'anticamera della pazzia.

All'interesse dei non umani, anche quando esso è fondamento esistenziale, non viene quasi mai accordato peso se non dopo anche il più insignificante interesse umano, poichè fra animali e umani sussiste ancora il diritto di proprietà e gli umani sono culturalmente abituati a percepire gli altri animali come meri oggetti di proprietà. Noi CHIEDIAMO che agli animali, come in passato agli schiavi umani, venga riconosciuto lo status morale di PERSONE, per l'ottenimento della protezione giuridica degli interessi fondamentali. Il fatto che ciò non sia ancora avvenuto è ingiustificabile, se si pensa che il nostro sistema giuridico considera persone giuridiche persino alcune entità non sensibili.
La prima rivoluzionaria conseguenza sarebbe la fine della mercificazione e quindi il DIVIETO DI ALLEVAMENTO E VENDITA degli individui riconosciuti come soggetti e non più oggetti di proprietà, dei quali altri possono disporre a piacere. Questa impostazione innovativa dello status morale e giuridico degli animali , rimuoverebbe gli ostacoli alla fruizione dei diritti ancora negati, restituendo alle vittime dell'oppressione la giustizia dovuta. Per evitare di veder scatenate nei telegiornali le guerre ai cosiddetti cani 'pericolosi', per non sentir più guaire 'da lontano' esseri senzienti vissuti come antifurti in carne e ossa, ci uniamo al grido di libertà lanciato da Davide Battistini, rilanciando la protesta a livello nazionale.

Un nostro attivista -nonchè volontario dell'associazione A.p.a.r. nel canile e gattile di Gallarate- oggi si affianca allo sciopero della fame in corso già da due settimane da parte dell'attivista romagnolo, nella speranza che da tutta Italia si levi più forte l'eco della voce degli animali 'legati FINO ALLA MORTE'. Mentre il movimento animalista nel suo complesso fatica a far confluire le disparate energie in progetti di progressiva e radicale modifica dello status quo, riteniamo importante che singoli individui si facciano carico di battaglie atte a scuotere le coscienze.


Contribuisci anche tu a far circolare i motivi di questa lotta contro lo sfruttamento degli animali. Sii anche tu il principio del cambiamento che vorresti veder realizzato. Fai girare l’appello per la raccolta delle firme http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N34201

Oltrelaspecie

www.oltrelaspecie.org
www.oltrelaspecie.blogspot.com

Vai all'appello di Davide Battistini al Presidente della Regione Emilia-Romagna

canicatenaromagna
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Monza - 19 dicembre: "Carne felice: il delitto (quasi) perfetto?"

Monza, mercoledì 19 dicembre dalle ore 19.30 
c/o "La Pentola Vegana", via Lecco 18, Monza
 
cena e dibattito "la carne felice: il delitto (quasi) perfetto?" 
dibattito su allevamenti "sostenibili", biologici e "benessere animale" 
a cura di Oltre la Specie 
 
Disponibile per l'occasione piatto unico completo a 6 euro
GRADITA PRENOTAZIONE! 
 
Info e prenotazioni: 039-490403 348-2603861
Dettagli nella locandina
 
 
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Mercoledì, 28 Novembre 2012 08:07

Roma: il canile occupato da* volontari*


Dopo lo sfratto dei gatti di Torre Argentina e la minacciata chiusura dell’oasi felina di Porta Portese, è il turno del parco canile Vitinia ex Poverello ad essere sotto attacco

Vedi anche: Comunicato di solidarietà di Oltre la Specie

NON C’E’ DUE SENZA TRE
DA OGGI 139 CANI DAI RECINTI DEL PARCO CANILE VITINIA EX POVERELLO A
FREDDE GABBIE DI CEMENTO

ROMA NON E’ PIU’ UNA CITTA’ PER GLI ANIMALI

Simona Novi, Presidente AVCPP: “E’ l’unico parco canile comunale di Roma. I cani vivono in recinti di 30 metri quadrati nel verde, non nelle gabbie di cemento. L’associazione si è fatta carico dell’intera ristrutturazione del canile eppure Roma Capitale da lunedì 26 novembre deporta i cani in strutture private prive di adozioni e visibilità”

ROMA, 26 novembre 2012  – Si chiama Parco Canile Vitinia ex Poverello. E’ l’unico parco canile comunale di Roma. Recinti di 30 metri quadrati nel verde, con comode case di legno, all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Da 5 anni Roma Capitale non ha più garantito la sua manutenzione. La stessa associazione che lo gestisce - Associazione Volontari Canile di Porta Portese – una onlus che dal 1997 gestisce tutti i canili di Roma Capitale, dopo decine di lettere di sollecito al defunto Ufficio Diritti degli Animali, ha denunciato la mancanza di manutenzione nel marzo del 2010 al Prefetto di Roma. Con tanto di foto e filmati. Ed articoli sui giornali.

Poi, di fronte al silenzio delle istituzioni, ha iniziato – a sue spese e fuori convenzione – ad occuparsi della sua manutenzione, fino ad arrivare a renderlo oggi una struttura salubre con tutti i recinti rimessi a norma. Eppure proprio oggi, Roma Capitale ha deciso che tutti e 139 i cani ancora presenti all’interno devono essere caricati su furgoni e trasferiti in strutture private, decentrate, in gran parte prive di adozioni. In gabbie di cemento, umide e freddo. Lontani dai volontari e dagli operatori che li hanno accuditi fino ad ora. Senza neanche la sicurezza che nelle strutture indicate  sia garantita a tutti i cani la continuità nella assistenza sanitaria visto che molti sono cani anziani con patologie, da anni curati interamente a spese di AVCPP.

E il tutto senza aspettare il tanto atteso sopralluogo del Ministero della Salute, richiesto dalla stessa AVCPP fin dal mese di agosto. Il tutto senza la riunione della Commissione Ambiente, richiesta con urgenza da Monica Cirinnà, consigliera comunale PD, ex Delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali nonché membro della Commissione Ambiente stessa.

I volontari non ci stanno. E da oggi hanno deciso di occupare la struttura. Minacciando di bloccare la via del Mare se qualcuno tentasse di mettere le mani sopra anche solo uno di questi cani.

“Il Comune di Roma ha ignorato la manutenzione della struttura per 5 lunghi anni. Tutti i lavori e addirittura la gestione della parte sanitaria sono ricaduti sulle spalle della nostra associazione – dichiara Simona Novi, Presidente AVCPP – In silenzio, ci siamo fatti carico di tutto. Perché per noi conta solo il benessere degli animali, non i comunicati stampa o la politica. Avremmo continuato nel silenzio ad occuparci di tutto ma davanti ad un sopruso immotivato non ci stiamo ed abbiamo occupato la struttura.”.

La ASL RMC – racconta Novi – davanti all’assoluta latitanza di Roma Capitale fin da gennaio 2012 ha iniziato ad indicare prescrizioni. E noi abbiamo sperato che il loro intervento smuovesse la situazione. Il risultato? Prima la chiusura agli ingressi di nuovi cani. Ora addirittura la chiusura definitiva della struttura ed il trasferimento – oggi – di tutti e 139 i cani che ancora ospitiamo all’interno. E pensare che sarebbe bastato indire una Conferenza dei Servizi per mettere intorno ad un tavolo tutti gli attori in gioco e trovare le soluzioni per adeguare la struttura ad eventuali nuove normative.

“La sordità di Roma Capitale è stata totale. Non una riunione, non un confronto. Solo diktat scritti. Eppure il parco canile Vitinia ex Poverello non è diverso da tanti altri parchi canile di tutta Italia. Anzi, da un punto di vista gestionale, AVCPP ha soddisfatto tutte le normative vigenti e molto di piu’”.

Da oggi il parco canile Vitinia ex Poverello, sulla via del Mare, al km 13.800, 500 metri dopo il Grande Raccordo Anulare andando verso Ostia, è occupato e continuerà ad esserlo fino alla convocazione della Commissione Ambiente e alla apertura della Conferenza dei Servizi.

“Lottiamo per i cani che abbiamo ospitato in passato, per quelli che ospitiamo oggi e per quelli che ospiteremo domani: a nessun cane deve essere sottratta la possibilità di vivere a contatto con la natura, in una dimensione compatibile con il suo essere animale. Attendendo una felice adozione in un contesto tranquillo, accudito da volontari ed operatori attenti e motivati. Noi da qui non ce ne andiamo – conclude Novi - La storia della nostra associazione parla per noi: noi siamo quelli del sequestro di 1.031 cani di un canile privato convenzionato romano con 34 comuni della provincia di Roma. Era il 19 gennaio del 2002. Noi siamo quelli che da 5 anni ricevono intimidazioni (anche personali), minacce e persecuzioni da una “centrale del fango” che dal 2008 ha deciso che la gestione dei canili comunali di Roma non deve più essere “animalista”. Non arretriamo davanti a nulla. Figuriamoci se permetteremo a qualcuno che si è sempre disinteressato degli animali della Capitale di sottrarre ai cani un posto dignitoso dove vivere una degna pensione, sempre nella speranza di una felice adozione”.

Per info, Ufficio Stampa AVCPP 331 6005643

Si veda anche questo articolo: http://www.giornalettismo.com/archives/623319/il-canile-poverello-occupato-dai-volontari/

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Lunedì, 12 Novembre 2012 08:46

21/11 Monza: io mi sento la coda... e quindi?

Monza, mercoledì 21 novembre dalle ore 19.30
c/o "La Pentola Vegana", via Lecco 18, Monza

cena e dibattito

"Io mi sento la coda... e quindi?"
a cura di Oltre la Specie

Disponibile per l'occasione piatto unico completo a 6 euro

GRADITA PRENOTAZIONE!

Info e prenotazioni: 039-490403
348-2603861

Dettagli nella locandina

Facebook: http://www.facebook.com/events/170790373059584/
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Gary Yourofsky: dal pianeta vegan è caduta una stella?


Pubblichiamo il testo dell'intervento preparato da Oltre la Specie per la giornata (R)esistenze Animali del 6 ottobre, prima tappa del "tour" italiano di Gary Yourofsky
Vedi anche: C'era una volta Gary
 
PER UN ANTISPECISMO CRITICO, CONSAPEVOLE E POLITICO
 
 
Ringraziamo Gary Yourofsky per il suo incessante lavoro in favore degli animali. Crediamo che alla sua impostazione di lotta allo sfruttamento animale (operare perché tutte le persone comprendano la sofferenza animale e si decidano a fare la scelta vegan) occorra affiancare altre riflessioni di più largo respiro, frutto del lavoro teorico-politico di questi ultimi anni di riflessione sulla questione animale. Senza queste altre considerazioni crediamo che i cambiamenti auspicati da tutti noi resteranno cambiamenti circoscritti, individuali e perciò irrilevanti per abbattere alla radice l'impianto di sfruttamento su cui si basa tutta l'economia e la cultura speciste. Senza la demolizione di questo impianto del dominio l'accalorato invito al cambiamento di Yourofsky ha un sapore utopistico. La sua analisi della realtà mette certamente in discussione i nostri usi e consumi personali e quotidiani ma non i rapporti di forza intraumani e tra gli umani e gli altri animali.
 
E' convinzione di Oltre la Specie che l'antispecismo apolitico non possa esistere data la natura squisitamente politica della questione animale e dei rapporti di forza in atto tra animali umani e animali non-umani. Dichiarare che l'antispecismo è apolitico equivale, di fatto, a sostenere che è trasversale (cioè che siano irrilevanti le posizioni degli animalisti rispetto a tutte le altre questioni che non sembrano riguardare direttamente gli animali). Trasversalità significa aprire le porte a ideologie che crediamo incompatibili con il progetto di liberazione animale. Per esempio la misantropia (cioè l’odio per l’umanità) è incompatibile perché è antropocentrismo al contrario: si pone l'animale umano al vertice della crudeltà facendone un animale totalmente particolare e anomalo. Nei casi più estremi la 'non posizione' politica lascia inevitabilmente spazio ad idee provenienti dalla destra. A queste visioni del mondo ci opponiamo perché si rifanno, sempre e comunque, (nonostante i tentativi di ripulirsi dalla propria infamante storia) al dominio del forte sul debole. Non capiamo come possa essere coniugabile una difesa degli animali (deboli in quanto vulnerabili nei confronti della specie più forte - l'uomo) con, per esempio, le retoriche nazionaliste quando non apertamente razziste.
 
Quando non ci scontriamo con tali ideologie ritenute "estreme” spesso ci incontriamo con il vero e proprio qualunquismo, triste fenomeno che imperversa in buona parte dell’animalismo. L'insofferenza verso la casta politica e verso i litigiosi movimenti extraparlamentari non rende possibile a molti animalisti immaginare un percorso che punti davvero alla liberazione animale (che, ovviamente, comprende anche quella degli umani). Ci si rassegna a considerare importanti solo le espressioni più pratiche dell'attivismo (dalla controinformazione alle liberazioni dirette di animali) senza comprendere che in mancanza di un obiettivo che vada oltre le sole logiche emergenziali, queste hanno difficoltà a produrre un reale cambiamento. Siamo fermamente convinti che eliminare lo specismo senza cambiare radicalmente la società sia impraticabile ed incoerente. Per sua natura il capitalismo necessita del massimo dello sfruttamento delle risorse ambientali, animali ed umane. La società è sorretta su pratiche terribili di schiavitù animale che hanno radici in millenni di sfruttamento. Concentrarsi esclusivamente sulle scelte che possiamo fare oggi come consumatori non fa che confinare le aspirazioni liberazioniste in dispute commerciali su prodotti più o meno cruelty free. Tale impostazione, spesso riassunta con il termine “stile di vita vegan” impedisce alla nostra coscienza critica di crescere fino a comprendere l'intero impianto istituzionalizzato e sistematico di sfruttamento che fa della lotta a favore degli animali una lotta che inevitabilmente investe l'intera società.
Perché il progresso dovrebbe frenare la sua folle corsa per motivi etici? Le tradizioni legate allo sfruttamento animale sono molto radicate e costantemente rivitalizzate dall'industria e dai media.
Non puntare a cambiare il paradigma dominante è inoltre incoerente in quanto noi esseri umani siamo animali e in quanto tali siamo per forza inclusi nel progetto rivoluzionario di liberazione.
L'antispecista che si considera "apolitico" non ha capito che qui non si tratta di comprare più tofu e seitan. E’ essenziale capire, per diventare un movimento serio e non velleitario, quali siano le idee basilari di cui farsi promotori. Noi non confidiamo nell'approccio moralistico. Si tende spesso a colpevolizzare il singolo individuo dopo aver denunciato le sofferenze a cui gli animali vengono sottoposti. L'individuo onnivoro poco interessato alle tematiche animali, quando non viene considerato un essere malvagio, è dipinto come un soggetto inconsapevole che commette il male per cecità. Sebbene siamo certi che siano i condizionamenti culturali e sociali a informare i comportamenti quotidiani delle persone (trasformandoci in "consumatori medi"), non crediamo che sia utile alla causa presentarsi come i detentori della verità autentica. Indicare come unica soluzione alla sofferenza animale la “retta via del veganismo" non risponde alla complessità della cosiddetta questione animale. Dobbiamo ovviamente invitare gli individui ad accollarsi la responsabilità delle proprie azioni ma ci sembra di vitale importanza coinvolgere le persone in riflessioni più approfondite sulle relazioni di violenza che regolano la vita di tutti noi e che ci rendono contemporaneamente sia carnefici che vittime. Non siamo convinti che questo processo possa svolgersi nel tempo di una conferenza, di una manifestazione o un tavolo informativo, così  come non crediamo di dover giudicare le persone in base al fatto che abbiano o meno cambiato idea dopo che li abbiamo messi davanti alla "verità". Preferiamo percorsi che sviluppino una reale consapevolezza dell’immane “guerra della compassione” che abbiamo da affrontare, consapevolezza che non può essere basata sul senso di colpa.
Se è vero che i principali ostacoli al cambiamento sono l'abitudine, la convenienza, il gusto e la tradizione dobbiamo da un lato avere il coraggio di condannare l'inerzia dilagante e dall’altro  comprendere che il potere, nelle sue innumerevoli manifestazioni d’oppressione, pubblicizza e ribadisce continuamente i suoi privilegi, il suo conservatorismo, il suo edonismo e il suo tradizionalismo.
 
Saper condurre l'aspirazione etica animalista a un'istanza politica, comporta il saper convertire i bisogni attuali in nuovi 'spazi di possibilità'. Solo così la tanto agognata libertà cesserà di essere un mero e illusorio auspicio. Gli animali saranno finalmente liberi dal giogo dello specismo e dell’antropocentrismo solo grazie ad un'assunzione condivisa e collettiva di responsabilità, al ridimensionamento dei conflitti intra ed interspecifici, alla critica e bando di tutti i pregiudizi. Collegare lo specismo al complesso sistema dell'ingiustizia istituzionalizzata costituisce contemporaneamente il punto di arrivo e il punto di partenza per una buona teoria e una buona prassi di liberazione animale.
 
   
Oltre la specie
www.oltrelaspecie.org
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LA FILOSOFIA DELL'ANTISPECISMO - UNI3 IVREA (TO)

a cura di Associazione Oltre la Specie

Sette incontri per un per-corso che si propone di offrire una panoramica sull’evoluzione di una tendenza la quale, avviatasi come generico sentimentalismo protezionistico in favore degli animali, si è successivamente tradotta in una filosofia rivoluzionaria capace di offrire una nuova prospettiva alla crisi dell’“umano”. Forse le difficoltà che l’umanità sta vivendo in questo difficile momento possono essere ricomposte riscoprendo l’antispecismo?
 
IL CORSO E' COSTITUITO DA 7 LEZIONI da VENERDI' 12 OTTOBRE a VENERDI' 30 NOVEMBRE
 
Gli incontri si svolgono presso il Parco della Polveriera (Ivrea) dalle 14.30 alle 16.30.
 
Nel parco è possibile parcheggiare, ma il luogo è raggiungibile anche con i mezzi pubblici (linee 5 e 6)
 
Le iscrizioni si ricevono presso la sede dell’Associazione durante gli orari di apertura della Segreteria Biblioteca Civica “C. Nigra”, P.zza Ottinetti, 30 - Primo piano con il seguente orario:
 
DAL 20 SETTEMBRE AL 20 OTTOBRE mattino: da martedì a sabato 9.30 - 12.00 - pomeriggio: da martedì a venerdì 14.30 - 17.00
 
DAL 23 OTTOBRE mattino: mercoledì e sabato 10.00 - 12.00 - pomeriggio: martedì e giovedì 15.00 - 17.00
 
Telefono: 0125 4101 (int. 506) www.uni3ivrea.it  - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 
PER INFORMAZIONI 333 6202581

Programma sul sito di Oltre la Specie
 
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Venerdì, 28 Settembre 2012 07:22

17/10 a Monza: Liberi pensieri su Green Hill

Monza, mercoledì 17 ottobre dalle ore 19.30

c/o "La Pentola Vegana", via Lecco 18, Monza 

Cena e dibattito "Liberi pensieri su Green Hill"

a cura di Oltre la Specie

Disponibile per l'occasione piatto unico completo a 6 euro
GRADITA PRENOTAZIONE!

Info e prenotazioni: 039-490403 348-2603861
Dettagli nella locandina


Pagina evento sul blog di Oltre la Specie

Evento Facebook

www.oltrelaspecie.org



  
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Di seguito i video dei dibattiti e delle conferenze organizzate durante il Veganchio 2012, svoltosi dal 6 all'8 luglio a Vimercate.
Sono inoltre disponibili i file audio degli incontri.

 
"Architetture del dominio e luoghi della liberazione" conferenza di Massimo Filippi
"Passato e presente del movimento animalista"
workshop con Aldo Sottofattori
Prima parte della conferenza "La rappresentazione degli animali nell'arte, nel cinema, nella pubblicità e nella comunicazione animalista".
Intervento di Filippo Trasatti
Seconda parte di "La rappresentazione degli animali nell'arte, nel cinema, nella pubblicità e nella comunicazione animalista".
Intervento di Emilio Maggio sul cinema
"I reclusi della Gorgona: detenuti umani e animali" conferenza di Marco Verdone
"Sconfinamenti: specie, genere, identità"
workshop con Annalisa Zabonati e Barbara X

REGISTRAZIONI AUDIO VEGANCH'IO 2012

"Architetture del dominio e luoghi della liberazione" Conferenza di Massimo Filippi>>
"Passato e presente del movimento animalista"
Workshop con Aldo Sottofattori>>
"I reclusi della Gorgona: detenuti umani e animali" Conferenza di Marco Verdone>>
"Sconfinamenti: specie, genere, identità"
Workshop con Annalisa Zabonati e Barbara X>>
"La rappresentazione degli animali nell'arte, nel cinema, nella pubblicità e nella comunicazione animalista".
Conferenza con Filippo Trasatti e Emilio Maggio>>
Pubblicato in Documenti
Martedì, 03 Luglio 2012 13:58

Vegan F.A.Q. - Video

Alcune interviste ai partecipanti all'edizione 2011 del Veganchio, realizzato da Oltre la Specie


Come sei diventato veg?


Ma la povera carotina non soffre anche lei?

Ma se il leone mangia la gazzella perchè noi non dovremmo mangiare gli animali?

Ma con tutti i bambini che muoiono di fame nel mondo voi animalisti non avete nient'altro di cui occuparvi?

In questo modo andrebbero perse tutte le nostre tradizioni culinarie, non credi?


Guarda le risposte


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