Giovedì, 29 Dicembre 2011 17:17

Interventi dal Primo Convegno Italiano Antispecista

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Il 10 dicembre 2011 si è tenuto per tutto il giorno, presso la Sala dei Duecento in Palazzo Vecchio a Firenze, il primo Convegno Nazionale Antispecista di cui proponiamo alcuni estratti, evento nel quale differenti realtà sociali e politiche si sono confrontate in relazione a quella che viene comunemente definita la “questione animale”, con l’intento di fornire un quadro d’insieme della situazione al momento attuale e di proporre strumenti utili al dibattito e all’individuazione di metodi e strade percorribili per un’azione che concretizzi la teoria antispecista.


Stefania Sarsini per l'Associazione Lida
Si parla di specismo, se ne fornisce una definizione  e viene offerta una breve esposizione di quelle che sono le basi teoriche che sono a fondamento  della filosofia antispecista, mettendo conseguentemente in luce tutta quelle serie di lampanti contraddizioni nelle quali il paradigma specista incorre. L’analisi critica è l’unica strada per individuare alcune delle domande inerenti snodi centrali della “questione animale” sulle quali il convegno tenterà di fornire se non risposte, almeno approfondimenti e quindi spunti di riflessione in un’ottica di più ampio respiro.
La lettura dell’articolo 13 del trattato di Lisbona definisce gli animali non umani “esseri senzienti”. E’ sulla base di questo assunto che la discussione si avvia a procedere e ad articolarsi.

parte 1

parte 2



Luigi Lombardo Vallauri (docente di filosofia del diritto)
“Vivere all’altezza di ciò che siamo”, è questa la conclusione dell’intervento del professor Vallauri per il quale la razionalità sostanziale che “distingue” l’animale umano dall’animale non umano, dovrebbe guidarlo indicandogli un percorso morale che la rifletta e che si traduca in una pratica il più possibile antispecista, che non scivoli mai nel terreno del “chi è meglio di chi” e che sia consapevole del fatto che in una società fortemente ed intrinsecamente specista non si può essere del tutto aspecisti.

parte 1


parte 2



parte 3

Aldo Sottofattori
Cogliendo l’accenno sul tema fornitogli dall’intervento di Damiano Gori di Laverabestia, Sottofattori amplia il discorso in merito al termine antispecismo fornendo criteri di analisi per i quali questo si differenzia dall’animalismo, a cui spesso ci si riferisce come ad un sinonimo, mettendo in luce quale percorso di riflessione filosofica e politica lo determini come qualcosa di diverso, che senz’altro prende le mosse dall’animalismo ma che a differenza di questo, coglie connessioni capaci di strutturare una visione d’insieme di maggior respiro, che implichi un mutamento della società tutta.




Marco Maurizi
Il dott. Maurizi propone un’analisi politica delle istanze antispeciste e dei suoi assunti, delle sue teorie costitutive. Si tende sempre più frequentemente a prendere le distanze dalla politica poiché si ha di questa, una concezione partitica; ma l’antispecismo è politica, giacché inerisce la stessa dimensione esistenziale e sociale dell’umano nella sua espressione collettiva, dimensione nella quale l’animale non umano non trova cittadinanza ma con il quale siamo chiamati necessariamente ad interfacciarci per rivedere noi stessi e le strutture che ci siamo dati per la vita in società.





Letto 3797 volte Ultima modifica il Lunedì, 18 Giugno 2012 11:47

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