Attualità - Notizie

Attualità - Notizie (84)

Riflessioni e spunti a partire dalle notizie di attualità di tutto il mondo

Giovedì, 12 Luglio 2012 00:00

Le VITTIME di OGGI

Una tristezza infinita ci pervade ogni volta che veniamo a sapere di una vita che si è spenta accompagnata solo dall'ingiustizia, dalla sordità, dal cieco egoismo che abbandona persone di ogni specie al destino della cancellazione da questo mondo: prima usati e poi eliminati. Trasformeremo questa tristezza in impegno ancora più determinato.Antispecismo.Net Ecco alcune delle VITTIME DI OGGI: 54 migranti morti disidratati nel mare tra Libia e ItaliaLennox: il cane condannato a morte è stato ucciso. 
Puntiamo l'attezione su un articolo uscito su GeaPress dal titolo "Estremismo animalista – arresti in Europa". Animalismo uguale estremismo I titoli delle notizie, si sa, sono icastici, indicando in modo diretto il tema della notizia e cercando di sedurre per portare a leggere le informazioni contenute. Ma questa precisione utilizza delle parole che hanno valenze emozionali e che suscitano pertanto reazioni positive o negative alla notizia presentata.Nel caso qui considerato ciò che attira l'attenzione non è la notizia in sé, ma la presentazione dell'informazione. Vale a dire che, seppure la notizia allerti gli/le attivisti/e per la realizzazione del disegno repressivo nei confronti di tutte le dissidenze che si sta perpetrando in ogni dove nel mondo – come in vari dossier Interpol si prefigura – è l'incipit ad ispirare irritazione. Il fastidio che si può provare quando una sacrosanta indignazione e un'azione politica di liberazione è sinteticamente assunta come una imprecisa esternazione di estremismo.Gli/le attivisti/e non sono così presentati/e come coloro che politicamente agiscono in difesa degli altro-da-umani, ma come dei neutri arrestati, che sono accusati di reati. Lo sconcerto poi si amplifica quando questa “agenzia” è battuta da Geapress che dovrebbe, è d'obbligo il condizionale, avere una certa sensibilità editoriale proprio sui temi dell'ambiente, degli altro-da-umani e su ogni questione sia inerente a tutto ciò.L'immaginario collettivo è così educato a considerare estremismo ogni azione e pensiero degli/delle attivisti/e che agiscono in nome della liberazione animale. Ciò non solo non giova all'animalismo in sé, ma soprattutto non tiene in considerazione la…
Giovedì, 12 Luglio 2012 00:00

ANet intervista FEMEN

Questa intervista a FEMEN nasce sull'onda delle proteste contro Euro 2012 mosse anche da Femen Italia in Italia e passate nell'assoluto silenzio mediatico. ANet intervista FEMENAnet: Voi lottate contro la riduzione delle donne ad oggetti sessuali e non solo contro il degrado della cultura maschilista che nel vostro paese ha relegato la donna ad un ruolo marginale e subordinato, perfettamente espresso da un tasso di prostituzione molto alto e diffuso. Quali i risultati di questi anni di lotte? In che modo le vostre istanze sono - se lo sono - riconducibili ad una qualche forma di moderno femminismo? FEMEN: Senza ombra di dubbio il risultato più importante è che finalmente si torna a parlare di femminismo, nonostante l’ignoranza dilagante degli ultimi decenni che ha finito per gettare ombre su di esso. Ad oggi, molti uomini si sentono attaccati nella loro virilità e parlano di "nazifemminismo", cosa che ovviamente non sta nè in cielo nè in terra. Con il ritorno alla ribalta del femminismo si torna inoltre a parlare della parità fra i sessi, un tema decisamente scottante. Non è più solo questione di istituire le quote rosa, ma di rivedere totalmente i ruoli ricoperti da uomo e donna all’interno della nostra società . Alcuni degli obiettivi per cui hanno combattuto le prime femministe, come la parità salariale o la possibilità di prender parte alle scelte politiche del paese, sono ancora oggi attualissimi. E a questi ne vanno poi aggiunti altri che sono più tipici della nostra epoca e che appaiono…
Martedì, 10 Luglio 2012 10:44

Pussy Riot in sciopero della fame

Pussy Riot in sciopero della fameSegnaliamo la seguente notizia ed esprimiamo la nostra solidarietà al gruppo Pussy Riot, invitando tutt* a far girare la notizia dello sciopero della fame. Mosca, 4 lug. (TMNews) - Tre esponenti del gruppo punk femminile Pussy Riot, in carcere da oltre quattro mesi dopo una esibizione 'anti-Putin' nella Cattedrale di Cristo il Salvatore, a Mosca, hanno avviato uno sciopero della fame. La band vuole così protestare contro la decisione del tribunale di concedere loro solo cinque giorni per esaminare il fascicolo sul loro caso, prima del processo per teppismo. "Dichiaro lo sciopero della fame, è illegale", ha detto Nadezhda Tolokonnikova durante l'udienza preliminare presso il tribunale Taganski di Mosca. Poco prima, Ekaterina Samutsevich e Maria Alekhina avevano annunciato la stessa decisione. Le Pussy Riot sono in detenzione provvisoria dopo aver improvvisato il 21 febbraio una "preghiera punk" intitolata "Madre di Dio, sbarazzaci di Putin" nella più grande chiesa della Russia. Rischiano sino a sette anni di carcere e, malgrado la generale disapprovazione per la loro impresa, la gravità delle accuse e della possibile pena ha suscitato molte critiche, anche da parte di personalità che rivendicano la loro appartenenza alla comunità ortodossa. (con fonte Afp) VIDEO dell'azione del 21 febbraio Altri articoli di Antispecismo.net sulle Pussy Riot
Segnaliamo un articolo sulle ultime notizie relative al caso Aldrovandi pubblicato su ContropianoAldrovandi. I poliziotti insultano la madre di Federico di Adriano Chiarelli La rabbia per la condanna in Cassazione porta Paolo Forlani a insultare pesantemente Patrizia Moretti. A fargli compagnia Simona Cenni, presidente di Prima Difesa, l'associazione per la tutela dei diritti dei poliziotti, e Sergio Bandoli, l'alpino che definisce Federico "cucciolo di maiale". Pensavamo ingenuamente che dopo la sentenza della Cassazione, il caso Aldrovandi potesse essere consegnato per sempre alla storia, a servire da bussola giuridica per tutti i processi simili ancora in corso. Invece no, c’è chi non riesce a digerire la sconfitta; c’è chi dopo aver scelto un basso profilo per sette anni di processo - semplicemente per motivi d’appartenenza alla polizia di Stato, e non per coscienza - ora si sente in diritto di aggiungere veleno ai veleni, dall’alto della propria posizione di pregiudicato. Quest’uomo è Paolo Forlani, il più anziano del quartetto di ex poliziotti; il più esperto e con maggiore anzianità di servizio, a quanto si legge dalle carte processuali. Quello che nel momento del pestaggio, in virtù della propria esperienza avrebbe dovuto placare i bollenti spiriti delle “schegge impazzite”, ma che invece ha spezzato sul corpo di Federico uno dei due manganelli. Quello che, si legge sempre dagli atti, piangeva lacrime di coccodrillo per lo scempio che lui e i suoi quattro colleghi avevano appena compiuto. E per un ipocrita che piangeva c’era mezza questura di Ferrara che rideva e fumava sigarette,…
Sabato, 30 Giugno 2012 10:19

L'Italia DEVE vincere.

L’Italia DEVE vincere. Dopo avere vinto la partita contro la Germania, l’Italia (che per noi non è altro che l’insieme di persone che vivono nel raggio di uno stivale di terra, condividendo una storia, una cultura, un immaginario e quindi capaci di comprendersi ed organizzarsi) deve guardare avanti e pensare alla finale.Questo, non solo per vincere un campionato calcistico di cui francamente ci interessa poco (e sul quale sorvoliamo nel criticare molti aspetti), ma sopratutto per realizzare profondamente come le nazioni non siano più così distanti e come la politica non sia più al di là del potere delle persone.Giovedì sera la nazionale italiana indossava la fascia nera del lutto, simbolo umano, che posto davanti alle telecamere di centinaia di stati può esercitare una pressione politica, dire qualcosa di forte, puntare l’attenzione su accadimenti e questioni.L’indossavano a memoria dell’ennesimo militare morto in Afghanistan, usando quella retorica dell’eroe caduto, che purtroppo non giudica affatto l’ingiustizia che è la guerra, né i morti che causa, ma ricorda il dolore di una morte come fosse più dolorosa delle miriadi di altre morti che sono la guerra stessa: morti, su morti, che hanno ucciso prima di morire, così che sia chi ha più paura di morire, chi non ce la fa più, a perdere ed a lasciarsi dominare.L’Italia allora deve vincere, reggendosi bene sulle gambe della propria storia e dello sviluppo di idee e prassi nate nell’Europa di cui fa parte, sfidando la stasi di politiche retrograde, gli interessi delle lobby, sputando in faccia…
Martedì, 26 Giugno 2012 11:30

Protesta contro la vivisezione (video)

Facciamo eco ad un'iniziativa contro la vivisezione che merita di non andare facilmente nel dimenticatoio.Il video che proponiamo è stato girato in Inghilterra: i passanti potevano osservare in una vetrina una donna sottoposta ad esperimenti simili a quelli cui vengono sottoposti, ogni giorno, milioni di animali "da laboratorio".Link all'articolo del Daily Mail (english) con video integraleLink ad un articolo in lingua italiana dal sito cadoinpiedi.itDi seguito alcune immagini tratte dall'articolo del Daily Mail
Segnaliamo due articoli:1. Titicaca, il lago degli Inca ucciso dall'inquinamento (VIDEO) 2. Ai piedi della diga che divora la foresta "Addio Amazzonia" Oikos. Fra antispecisti ed ecologisti spesso non corre buon sangue. Banalizzando potremmo dire che questi si occupano di ambiente, ecosistemi, biodiversità, mentre noi antispecisti ci occupiamo di animali – prevalentemente non umani, anche se non solo. Gli ecologisti hanno una visione che potremmo dire olistica dell’ambiente, che a noi antispecisti non piace granché, perché partiamo sempre dagli individui (animali). Come dice Massimo Filippi, l’ecologia è un discorso (logos) sul proprio (oikos: la casa) che non può che ricadere nell’antropocentrismo, ripetendo il nomos umano: l’economia. (1) Per quanto tenti si superare questo limite, anche la deep ecology, sembra rimanervi intrappolata, perché il decentramento che tenta dallo sguardo umano non passa per lo sguardo dell’altro animale. Per quanto le cose e il vivente in generale (il regno vegetale, la vita non senziente) possano essere considerati importanti e meritevoli di un atteggiamento etico, essi non hanno uno sguardo. E lo sguardo è ciò che implica percezione e intenzionalità, capacità di soffrire e provare piacere, gioire e rattristarsi, spaventarsi e angosciarsi. Decentrarsi verso lo sguardo del senziente non umano è fare esperienza di un alterità rimossa e negata, che chiede e perfino impone giustizia. Lo sguardo è un volto, potremmo dire parafrasando Levinàs, radicalizzando la sua filosofia oltre l’antropocentrismo che l’ha intrappolata: ogni sguardo è un volto, un volto che impone un’etica (2).D’altra parte ci sono buone ragioni per noi antispecisti per…
da: Oltre la Specie Finalmente quest’anno viene abolita la fiera del bestiame di Monza. Il 24 giugno non sarà più una giornata di tristezza. Nel 2007, a seguito di varie segnalazioni e proteste di cittadini monzesi indignati per le sofferenze degli animali esposti, Oltre la specie ha iniziato una campagna di pressione per chiedere l’abolizione della Fiera del Bestiame. Nel 2007, la fiera di S.Giovanni si teneva ancora nell’area dell’ex macello. Durante la fiera centinaia di animali stavano per tutta la giornata stipati al caldo, contornati da cittadini curiosi che portavano i bambini a vedere come son fatti i maiali, le mucche, le oche, le pecore. Gli animali che non erano ritenuti idonei per essere esposti venivano lasciati sui camion nelle stradine adiacenti la fiera e, in quell’anno un asino moriva di caldo e di stress e una cavalla avrebbe fatto la stessa fine se un’attivista non avesse allertato per tempo i vigili urbani segnalando un rumore proveniente da un furgone sotto il sole, completamente chiuso. Nel 2008, la fiera viene spostata nel parco. Forse gli amministratori pensavano che gli animali fossero più felici di stare legati per 15 ore sotto il sole del parco piuttosto che sotto il sole del centro città? In quell’anno, durante la nostra protesta, un gruppo di allevatori ubriachi stritolava con le proprie mani una cocorita appena acquistata ad una bancarella, rea di aver dato una beccata a chi la teneva in mano. Oltre la specie organizza così un altro volantinaggio contro l’amministrazione comunale nella…
Venerdì, 15 Giugno 2012 11:07

Genova 2001 - Appello contro le condanne

APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E AL MONDO DELLA CULTURA La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana. Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”, il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco. Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una “compartecipazione psichica”, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno. E’ inaccettabile che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi…
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