Venerdì, 13 Luglio 2012 09:59

Sacrifici ‘umani’ - da Femminismo a Sud

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lennox lennox
Ripubblichiamo questo interessante articolo da Femminismo a Sud sulla vicenda di Lennox

Sacrifici "umani"

Ieri, a Belfast, un cane è stato ucciso (n.b.: in inglese si dice “humanely destroyed”…vi viene in mente migliore ossimoro???).
La storia potete leggerla qui e anche qui.

Lennox ha pagato con la vita il suo essere ‘altro’ rispetto ad una norma di cui non sapeva né poteva nulla.
A nulla sono valsi gli appelli internazionali che chiedevano di poter salvare una vita incolpevole da una morte insensata e indegna. Trovate assurda l’ostinazione dei carnefici? E perchè mai?

Ieri non è stato ucciso “solo” un cane: ieri è stato compiuto un sacrificio, l’ennesimo, che a ben vedere si compie quotidianamente e in ogni parte del mondo: il sacrificio di tutt* coloro che vengono considerat*, in qualche modo e a totale discrezione di chi di volta in volta detiene il potere,  ’altri’, perciò “diversi”, “alieni”, “pericolosi”… da dominare e, se e quando ciò non sia possibile o auspicabile, eliminare.

Perché la norma, il patto sociale (come ha ben spiegato Luisa Muraro nell’ imperdibile “Dio è violent*”) prevede che il singolo rinunci alla forza – anche quella che sarebbe legittima e spesso necessaria – ma lo Stato, il Potere dai cittadin* “liberamente” delegato, chiamatelo come vi pare… a quella forza che oramai continuamente sfocia in violenza brutale (parliamo di quello che è successo ieri a Madrid?) non rinuncia per nulla, anzi.

Come non notare l’escalation di violenza benedetta da un potere intollerante, irrigidito e incancrenito che in ogni modo, e in maniera peraltro sempre più arrogante ed esplicita, cerca di espellerci tutt* catalogandoci come devianti, indesiderabili, pestilenza da cui mondarsi? Nessun* può essere tollerat*, costituirebbe un pericoloso precedente, potrebbe aprire una breccia in una supposta “normalità” tanto rassicurante quanto mortifera… no, il braccio violento della legge deve essere implacabile, granitico.

Ieri non è morto ‘solo’ un cane – con buona pace di tutt* coloro che al sentimento di dolore espresso da tant* per l’ingiustizia e la barbarie di quest’atto, rispondevano con i triti luoghi comuni del “ci sono cose più importanti”. Spiacente di contraddirvi affermando che questa è una delle tante cose importanti da non passare sotto silenzio (e noi abbiamo abbastanza mente e cuore per comprenderne molte, di queste brutture, direi perfino troppe).

Che lo si voglia capire (o ammettere), ieri si è compiuto l’ennesimo sacrificio simbolico dell’ ‘altro’. In nome dell’omologazione, della violenza arbitraria e brutale, dell’ottusità di un contratto sociale che reclama ormai a gran voce e continuamente il proprio pagamento in sangue. Ieri, oggi e domani, di sacrifici ne sono stati e saranno compiuti altri mille, e milioni di umani e non umani verranno torturati e giustiziati per un supposto “maggior bene” che non si sa più chi ha scelto, ma che viene difeso con strenuo e cieco accanimento da chi, arbitrariamente ormai, afferma di “rappresentarci”.

Gli occhi vanno tenuti aperti, spalancati: non si tratta mai SOLO…di un cane, di una donna, di un ‘altr*’.

‘Altr*’ lo siamo tutt*.
Addio, Lennox.

Letto 1713 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Luglio 2012 10:07

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