Lunedì, 07 Maggio 2012 09:19

[Appello] I SIGNORI DELLA GUERRA - di Annalisa Zabonati

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I SIGNORI DELLA GUERRA

di Annalisa Zabonati
 

In questi giorni carichi di entusiasmo ed emozioni per la liberazione di alcuni cani dal lager di Green Hill a Montichiari (BS) molti/e attivisti/e si stanno interrogando sulle azioni di lotta e sulle logiche politiche più ampie di rifiuto delle ideologie del dominio che vedono rivoli di uno stesso fenomeno carsico specismo, sessismo, classismo, naturismo, adultismo, razzismo, etnocentrismo, e ogni forma di sfruttamento e discriminazione.

La guerra è una manifestazione di questa violenza diffusa che accampa diritti e doveri di ogni buon cittadino nell'accettazione della difesa del suolo patrio. Questa difesa ha almeno tre aspetti nell'attualità italiana: il potere economico-finanziario-bancario, la propaganda guerrafondaia spacciata per intervento umanitario e lo sfruttamento degli altro-da-umani per la sperimentazione militare, il loro uso in campo bellico, l'indifferenza della loro morte e la loro non-nominazione.

Il potere, cioè il condizionamento unidirezionale, delle istituzioni economiche, finanziarie e bancarie nel sostegno ai governi, ai mercenari, ai “ribelli” che ricorrono alla forza della guerra per conquistare territori, popolazioni, risorse. Molte sono infatti le banche che non solo riciclano i soldi degli acquisti di armamenti, ma che investono proprio in queste attività, magari confidando nella ingenua credenza che addirittura offrono posti di lavoro (la solita vecchia fandonia che contrappone la classe lavoratrice, sempre bistrattata, ai movimenti radicali e antagonisti, che criticano appunto l'accettazione di uno status quo sulla base di miseri privilegi, che ingrassano le solite caste). Per avere informazioni puntuali con dossier e aggiornamenti sulle “banche armate” visitare http://www.banchearmate.it/home.htm.

La propaganda guerrafondaia che i signori della guerra e i governi collusi continuano a presentare come interventi umanitari e di esportazione della democrazia è espressione della spartizione geopolitica di territori e popolazioni. La guerra in ogni sua forma, invasione umanitaria e pseudodemocratica compresa, è la sconfitta del riconoscimento della legittima capacità sovrana di ogni popolazione umana e di ogni popolazione nonumana di utilizzare spazi e risorse dei territori in cui vivono. Spacciare per interventi umanitari le macchine-da-soldi delle organizzazioni non governative neocolonialiste è una manovra propagandistica che afferma il dominio assoluto di una parte di mondo su tutto il resto (viventi compresi). Indulgere nella credenza che le nostre civili culture possano risolvere i problemi che le nostre stesse logiche imperialiste hanno creato è autentica follia demagogica. Unica possibilità è il disarmo globale, la fine degli eserciti e la possibilità di risolvere i conflitti con la conoscenza, la comunicazione, la comprensione reciproca. Una delle varie campagne in atto è la richiesta al governo italiano di non acquisto dei cacciabombardieri F35 (http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3201). Qui un calendario delle date per il ripudio della guerra.

Per gli/le animalisti antispecisti c'è un ulteriore tema scottante: gli altro-da-umani che sono utilizzati nella sperimentazione dell'industria bellica, negli addestramenti delle truppe, nei campi di battaglia e vittime della guerra. In una società specista i nonumani non hanno statuto, sono alla mercé di tutti coloro che se ne vogliano servire per ogni scopo e con ogni forma di sfruttamento. Le poche e discutibilissime regolamentazioni in questo campo sono ovviamente a tutto svantaggio dei nonumani, resi ancora una volta oggetti inanimati, ma utili per verificare in vivo gli effetti della logica del dominio umano che è coniugato in una forma estrema di androantropocentrismo.

Alcuni link sull'argomento:
http://www.gondrano.it/desert/lab/aig.htm;
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=953;
http://www.youtube.com/watch?v=3oiUyZ_d7ts;
http://www.terranauta.it/a1871/uominianimali/bestiario_bellico_l_utilizzo_degli_animali_in_operazioni_di_guerra.html

Ciò che si può fare è ovviamente dissentire dall'acquisto di armi e dalla partecipazione a qualsiasi forma neocoloniale di campagna militare, attraverso l'obiezione alle spese militari, le richieste di non acquisto di armi e di ritiro delle truppe, la richiesta di smantellamento dell'esercito e degli apparati militari, la denuncia dello sfruttamento degli animali per scopi e in situazioni bellici, la richiesta di conversione delle festività paramilitari (come il 2 giugno).
 

Annalisa Zabonati x Antispecismo.Net

 

Letto 2231 volte Ultima modifica il Lunedì, 07 Maggio 2012 09:32

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