Attualità - Notizie

Attualità - Notizie (84)

Riflessioni e spunti a partire dalle notizie di attualità di tutto il mondo

Come redazione di Antispecismo.net ri-pubblichiamo qui una presa di posizione sui fatti di Parigi e sul loro significato politico, pubblicata da Karim Metref su Internazionale.it.Condividiamo i contenuti del testo e riteniamo importante sostenere questa presa di posizione. Io non mi dissocio Karim Metref Karim Metref, educatore e blogger che vive a Torino, ha scritto una lettera di risposta a questo articolo di Igiaba Scego. Cara Igiaba, in questi giorni saremo messi sotto torchio e le prossime campagne elettorali saranno fatte sulla nostra schiena. Gli xenofobi di tutta Europa vanno in brodo di giuggiole per la gioia e anche gli establishment europei che non hanno risposte da dare per la crisi saranno contenti di resuscitare il vecchio spauracchio per far rientrare le pecore spaventate nel recinto. Da ogni parte ci viene chiesto di dissociarci, di scrivere che noi stiamo con Charlie, di condannare, di provare che siamo bravi immigrati, ben integrati, degni di vivere su questa terra di pace e di libertà. Ebbene, anche se ovviamente condanno questo atto come condanno ogni violenza, non mi dissocio da niente. Non sono integrato e non chiedo scusa a nessuno. Io non ho ucciso nessuno e non c’entro niente con questa gente. Altrettanto non possono dire quelli che domani dichiareranno guerra a qualcuno in nome di questo crimine. Tu dici: “Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da…
Sandra e il diritto all'identità: una storia argentina di Egon Botteghi Quando ho letto la notizia dell'orango Sandra, che potrebbe essere liberata dallo zoo in cui vive reclusa da vent'anni, in quanto riconosciuta dai giudici argentini come “persona non umana”(vedi notizia su La Stampa, e qui la notizia in lingua originale), ho subito pensato alla psicologa argentina Florencia Gonzales Leone, conosciuta a Napoli durante un convegno internazionale sull'identità di genere. Con lei ebbi infatti un interessante scambio di opinioni riguardo all'avanzatissima legge argentina che permette alle persone gender variant di cambiare i propri documenti con un semplice atto amministrativo, senza dover ricorrere ad alcun intervento medico e legale sul proprio corpo, concedendo quindi piena autodeterminazione sulla propria identità di genere (vedi articolo di Repubblica; e qui la traduzione integrale della legge argentina). Secondo Leone, questo rispetto per l'identità propria di ogni individuo, trova radici nel tragico passato argentino, con la vicenda dei desaparecidos, dove la presenza e l'identità di migliaia di persone sono state cancellate dalla violenza assurda del regime dittatoriale. A tal proposito la psicologa sud americana scrive, in un articolo sull'argomento pubblicato da Intersexioni: “Io vengo dall’Argentina, un paese in cui la dittatura militare ci ha lasciato trenta mila “desaparecidos” e tutta una società ferita, una storia che è piena di vuoti. Sono migliaia i libri, gli archivi e la storia che è stata bruciata, distrutta, come migliaia le famiglie di tutto il paese. Il motivo? Risolvere la problematica della diversità (di idee, di ideologie, ecc.) attraverso l’eliminazione…
Venerdì, 28 Novembre 2014 15:11

"Noi non abbiamo paura"

Solidarietà alle minatrici del Sulcis!Sulcis, ex-minatrici Igea occupano gallerieArticoli:Controlacrisi.orgRepubblica on lineLa nuova Sardegna
Milano, venerdì 7 novembre: presidi contro la vivisezione Le proteste della campagna Senza Ritorno, contro il trasporto di animali per la vivisezione, continuano! VENERDI 7 NOVEMBRE dalle ore 11.00 Presidio agli uffici di DHL a Rozzano (MI) via Gran S.Bernardo / strada cinque (metro Assago Forum M2) dalle ore 14.00 Presidio davanti al negozio DHL di via Agnello 15, Milano (metro San Babila M1) Perchè DHL? DHL, la più grossa compagnia di trasporto merci al mondo, supporta logisticamente l’industria della vivisezione tramite una sua compagnia controllata chiamata ABX Air. Su aerei di proprietà di DHL, ABX Air trasporta primati dalla Cina e dal Sud-Est Asiatico verso i laboratori di vivisezione negli Stati Uniti. Negli ultimi anni, ABX Air non solo ha già trasportato migliaia di animali, ma si è rifiutata di porre fine a questi voli della tortura nonostante la presenza di una campagna di proteste sempre più pressante nei suoi confronti negli Stati Uniti. DHL ha il potere di costringere ABX Air a smettere di trasportare animali perché responsabile di oltre la metà degli affari della sua compagnia. Per questo motivo è in corso una campagna internazionale di pressione contro DHL, affinché usi la propria influenza per costringere ABX Air a smettere di trasportare animali, oppure affinché DHL cessi ogni tipo di relazione commerciale con ABX Air. Per maggiori informazioni sulla campagna contro il trasporto di animali per la vivisezione visita: http://senzaritorno.noblogs.org No sessismo, no razzismo, no transfobia, no omofobia, no specismo!
Martedì, 21 Ottobre 2014 09:17

Che la solidarietà circoli

CHE LA SOLIDARIETA' CIRCOLI Riceviamo il seguente appello, relativo a due attiviste antispeciste denunciate per diffamazione per aver difeso, con un volantino, due cavalli sfruttati a Cagliari. La nostra solidarietà va ora chi deve subire un processo per aver espresso solidarietà verso due individui sfruttati. Il 16 dicembre a Cagliari "Carrozza service Snc" porta in tribunale per diffamazione due attiviste antispeciste, con decreto di giudizio immediato e condanna altamente probabile.Incriminato un volantino in cui si stigmatizzava l'uso quotidiaqno di due cavalli per tirare una carrozza con su 20 turisti in genere sovrappeso, più il cocchiere, in piena estate, con l'asfalto rovente, in mezzo al traffico caotico cittadino e una stazione di posta rigorosamente sotto il sole estivo dalle 9 del mattino fino anche alle 15.00 del pomeriggio e passa. Inutile che ci dicano di avere autorizzazioni ed essere in regola, ma in regola con cosa?Siamo contro lo sfruttamento di chiunque: animali umani e non umani, ed essere costretti a tirare una carrozza macinando decine di chilometri con il morso e la bava alla bocca, non sappiamo come altro si possa definire.Noi abbiamo raccontato quello che vedevamo, se saremo condannate per questo, certo non smetteremo di denunciare pubblicamente ogni situazione in cui animali o umani vengono sacrificati sull'altare del profitto di pochi, "in regola" o meno che siano.Una condanna non ci stupirebbe, perché è noto che di solito paga chi denuncia le situazioni di sfruttamento e non chi sfrutta.Chiediamo agli antispecisti locali e non solo di aiutarci a chiarire la verità…
Martedì, 26 Agosto 2014 08:46

Gli Orti Urbani di Livorno

Gli Orti Urbani di LivornoNel cuore di Livorno, a cento metri dal mare, c'è un pezzo di campagna rimasto "imprigionato" in mezzo ai palazzi residenziali dei quartieri Fabbricotti e S.Jacopo. Percorrendo Via Dell'Ambrogiana si ha la netta impressione di camminare per una strada di un antico borgo agricolo. In quella zona, infatti, ricca d'acqua,sorgevano le fattorie storiche della città. E così è rimasto fino agli anni ' 70, quando l'amministrazione decise il cambio di destinazione d'uso e rese la zona edificabile. Si sono susseguiti così per 30 anni proprietà e progetti mai eseguiti e fallimenti d'imprese, lasciando i sei ettari di terreno nell'abbandono e nell'incuria. Così, nell'ottobre del 2013, dal comitato precar* e disoccupat* di Livorno e dalla ex caserma occupata, è stata e decisa l'occupazione della zona, per salvare quell'ultima area verde nel centro della città da una inutile cementificazione e per restituirla alla gente ed al quartiere e sono stati avviati cento piccoli orti. Si è così creato un interessante movimento dal basso, una "resistenza" urbana, che si può collocare nell'alveo dei movimenti internazionali come il Community Open Space o la Guerrilia Garden o nazionali come Genuino Clandestino. L'autoproduzione, l'agricoltura naturale, la lotta alla cementificazione, la riappropriazione comunitaria degli spazi, la salvaguardia degli animali e delle piante, la condivisione degli attrezzi, la partecipazione collettiva alle decisioni tramite assemblea settimanale, l'inclusività per tutte le diversità, sono alcuni dei punti fondanti del progetto e della vita degli orti . Pubblichiamo qui di seguito il manifesto politico degli orti urbani occupati…
uno spaccato su pattrice jones, ecofemminista statunitense, che nei prossimi giorni sarà in Italia. ecco le date degli incontri: http://www.intersexioni.it/incontro-toscano-con-leco-femminista-statunitense-pattrice-jones/ pattrice jones. l'attivismo radicale e l'antispecismo praticato di annalisa zabonati (strix)[1] pattrice jones, rigorosamente con iniziali minuscole a significare ribellione e orizzontalità, è un'attivista ecovegfemminista anarchica, come lei stessa si definisce, che dalla fine degli anni '70 ha iniziato ad occuparsi dei diritti delle persone omosessuali e di antirazzismo. Nel 2000 ha co-fondato un santuario chiamato Eastern Shore Sanctuary and Education Center (ora Vine Sanctuary http://vine.bravebirds.org/, Vine è l'acronimo di Veganism is the Next Evolution), nel Maryland. Negli ultimi anni ha coordinato il Global Hunger Alliance, un'organizzazione internazionale che accoglie varie associazioni che contrastano l'allevamento intensivo e supportano ricerche e soluzioni veg per la fame e la sete nel mondo. I suoi campi di studio sono il razzismo, il sessismo, lo specismo, l'omofobia e lo sfruttamento ambientale, ma anche la cooperazione, la gestione del lutto e dello stress, la cura dei traumi psicologici. Alcune sue concettualizzazioni sono espressione della diretta esperienza di attivista, come ad esempio i principi di sfruttamento di genere degli animali (gendered form of animal exploitation) e di riabilitazione di animali da combattimento (rehabilitation), quali i galli da combattimento che riscatta nel suo centro. Per sfruttamento di genere degli animali pattrice jones intende la proiezione degli stereotipi che gli umani rivolgono agli altro-da-umani, interpretando tali cliché come espressioni naturali dei ruoli sessuali. Questo è definito da jones come la costruzione sociale di genere verso gli animali, includendo…
Martedì, 25 Febbraio 2014 10:02

Solidarietà e vivisezione - di Eva Melodia

Pubblichiamo questo breve scritto di Eva Melodia riguardante gli attacchi personali rivolti da persone legate a I-care Italia e a Freccia 45 al Prof. Massimo Filippi, noto antivivisezionista. Rimandiamo, per i dettagli e un primo commento alla vicenda, all'articolo di Serena Contardi su Asinus Novus: "Se non la pensi come noi sei uguale a un vivisettore", Intervista agli studenti della Cattolica sul dibattito del 27 marzo attorno alla sperimentazione animale Anche La redazione di Antispecismo.net desidera esprimere piena solidarietà al prof. Filippi per le pesanti diffamazioni subite sulla pagina I-Care Italia. Solidarietà e vivisezione di Eva Melodia Sono costretta ad interrompere le mie attività materne, quelle che in questo periodo mi portano a trascurare il mio impegno in ambito antispecista, perché l'eco delle assurde diffamazioni mosse verso il Prof. Massimo Filippi è giunta addirittura fino alla mia chiusa realtà. Non è la prima volta purtroppo che lo vedo vittima di attacchi piuttosto miserabili ma devo ammettere che in occasione della prima diatriba in cui venni coinvolta, non avevo i mezzi per capire e reagire determinatamente rispetto ad evidenti e gravi diffamazioni. Certo chiunque ha il diritto di parlare ed anche di mentire pubblicamente, ma io ho il diritto di denunciare la cialtronaggine con cui una sempre vasta schiera di animalisti - e di associazioni o gruppi - va per il mondo portando non solo l'assenza di un ragionamento sensato, ma anche falsità indecenti. E' con questo basso livello di animalismo che Filippi si deve scontrare: con chi non sa comprendere…
Domenica, 08 Dicembre 2013 11:03

Siate come i maiali - di Sara Romagnoli

In questi giorni, centinaia di allevatori si sono radunati in piazza, davanti a Montecitorio. Lo hanno fatto con alcuni maiali, che inconsapevoli, insieme a loro, protestavano perché non riconosciuti come maiali italiani da forchette, coltelli e più in generale signori palati e compagne papille. Chiusi in un recinto, sdraiati su giacigli di paglia nel vano tentativo di dormire, cuccioli di maiale si stringevano forte gli uni sugli altri, un unico roseo corpo. Tra gli esponenti della Coldiretti qualcuno li accarezzava - i cuccioli fan sempre un certo effetto, nonostante tutto - e nel fragore di clacson, fischietti, megafoni e microfoni giornalistici si sbraitava, si accusava, si denunciava e soprattutto si pretendeva di argomentare facendo uso di termini come “materia prima”, accomunando quegli stessi cuccioli alle spighe di mais i cui chicchi macinati al mulino diventano farina, ed in seguito filoni di pane. Svolgendo quell’equazione matematica frutto di sociopatia per la quale i maiali stanno al Parmacotto come le conifere della Russia stanno all’Ikea, il teatrino svoltosi in piazza a Roma costringe l’antispecismo teorico ad inventare nuove teorie e ad affinare quelle già discusse, perché con la protesta di oggi (e a dire il vero con proteste simili già svoltesi anni addietro), ha chiamato in causa qualcosa di peggiore del fatidico “referente assente”, giacché il referente era presente eccome, in carne ed ossa - è proprio il caso di dirlo – al centro del dibattito, spalleggiato da parenti più o meno stretti sotto forma di cosce affumicate. Nella recriminazione di una…
Oggi muore un pezzo della storia dell'umanità. Nelson Mandela, simbolo e cardine di una lotta che indelebilmente ha segnato - ci piaccia o no - il percorso di tutti i movimenti di liberazione attualmente esistenti. Mandela ha partecipato a realizzare la definizione storica di ciò che è la lotta di liberazione dal razzismo, lasciando ai posteri una storia chiara su cosa significa davvero lottare per una idea, fino al sacrificarsi, lasciandosi trattare "da animale" ingabbiato per anni e anni. Gira in rete una fotografia di Mandela che imbraccia un fucile e si fa immortalare accanto al corpo morto di una antilope evidentemente appena cacciata. Ciò ha scatenato commenti di improbabile genesi, come a ridimensionare il lutto che molti oggi portano alla sola idea di questa storia che entra nella memoria, che non è già più contemporanea. Per quella foto, Mandela e le sue vere lotte "anti"-razziste, vengono (ri)giudicate, ricollocate, ridimensionate, dal super-moralismo animalista, così che azioni e scelte davvero fuori dal comune, siano associate all'odore piuttosto putrido dello specismo. Trovo che tutto ciò sia a dir poco spiacevole e tipico di una cultura dove si vive di immagini per formarsi opinioni solitamente totalitarie. Questa immagine, il giorno della morte di Mandela, in un mondo umano, fatto di consapevoli persone della propria storia ed umanità, non sarebbe mai finita nei commenti di qualsiasi animalista proprio oggi, poiché al momento proprio irrilevante. Invece, è diventata la ragione per sedare gli entusiastici elogi post-mortem (eccessivi come sempre, idolatranti e deliranti) dei tanti che…
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