25 settembre 2012

Green Hill, indagati la sindaca, il comandante della Polizia Locale e un dirigente della ASL Lombardia


Articoli stampa:

- Repubblica Milano

- Corriere di Brescia

- Il Giornale di Brescia


Vedi anche:

- Cronologia della lotta contro Green Hill

- Dossier su Green Hill di Antispecismo.net


Pubblicato in Attualità - Notizie

“Arbeit Macht Frei” e l’Italietta di Giovanardi.

Ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo su questa nostra democrazia fondata sul lavoro.
Scopriamo che per certi politicanti e governanti, il lavoro è talmente prezioso da vivere una vita propria, da dover sopravvivere ai lavoratori, alla loro dignità.
Lo sappiamo bene noi italiani che proprio in questi giorni vediamo volare riforme come angeli della morte sul mondo del Lavoro (quello con la L dei nomi   personali) dove noi persone viventi siamo ridotte a suppellettili interscambiabili che devono essere velocemente eliminabili, nel nome della Sua Santissima sopravvivenza.
Questo probabilmente perché chiamiamo erroneamente “lavoro” il meccanismo di scambio tra il nostro tempo vissuto e il poco denaro che ci aiuta solo ad indebitarci ed in nome di esso svendiamo il nostro consenso allo spostamento del confine tra ciò che dovrebbe essere una partecipazione attiva alle dinamiche di una collettività e lo schiavismo: testa bassa, stanchi, poco nutriti nell’animo, ecco che ci mettiamo in fila.
Chiamiamo ancora “lavoro” quello che oramai impunemente viene riferito come il “mercato del lavoro” dove le persone umane vengono considerate risorse esattamente come tutte le persone nonumane, sfruttate, lavorate, trasformate in oggetti-niente e dove solo una modesta, ma accanita resistenza, impedisce una deriva ancor maggiore. L’unica ovvia differenza è che gli umani non vengono esplicitamente comprati e venduti, torturati e uccisi, ma per il futuro chissà... che ci stiano lavorando non ne abbiamo dubbi.
E’ esattamente sul fatto che ci ostiniamo a chiamare questa fuffa “lavoro”, che l’ex Ministro Giovanardi (uno dei tanti responsabili di una politica che ha ridotto questo paese in una riserva di caccia e pesca per ricchi e spietati speculatori) ha sperato di fare leva durante il convegno dal titolo “Viene prima l’uomo o la gallina”, tenutosi qualche giorno fa a Roma.
L’ex ministro infatti, sicuramente interessato a raccattar voti per le prossime elezioni, cerca di meritare consensi tra il suo elettorato machista ed inquinante, difendendo la caccia, la pellicceria, la mortificazione degli animali e alzando lo spauracchio del rischio di perdere questo fantomatico lavoro per “colpa dell’animalismo” che metterebbe in pericolo l’economia Italiana.
Secondo le lamentele mosse da questo liberista, ovvio esponente del PDL, l’animalismo e l’antispecismo con le loro iniziative contro l’oppressione degli animali, porrebbero in cattiva luce il Made in Italy e creerebbero fastidiosi rallentamenti nel mercato e nell’indotto dello sfruttamento: quindi, altro che libertà, bisogna mettergli un freno. Basta alle campagne di informazione! Che diamine! Siamo in Italia e bisogna vendere il prosciutto e le pellicce!
Uno potrebbe anche non crederci eppure, in nome di questo, Giovanardi si è veramente appellato ad uno “stop alle campagne animaliste”, lasciandoci col dubbio sul se ridere o piangere.
A questo siamo arrivati: al conservatorismo che difende se stesso tanto da affermare che ogni cittadino Italiano non ha il diritto di sapere (o di esprimersi), pur che nulla cambi, neppure quanto di peggio di fatto già associamo ancora alla parola lavoro. Un conservatorismo che afferma come il lavoratore non abbia il diritto di cambiare, i cittadini neppure, pena un danno a tutte quelle scemenze come competitività, indotto, crescita, che secondo loro dovremmo difendere con la vita perché garanzia di nostro interesse assoluto!
Peraltro, con questo profilo di interlocutori purtroppo, ci pare veramente inutile chiamare in causa i diritti degli animali o parlare di etica: i “liberisti” come Giovanardi ad esempio, sono quelli che si spacciano per difensori del libero mercato sì, ma solo fino a quando un eventuale cambiamento della domanda mosso da spinte etiche o politiche, non interferisca con i potentati economici cui fanno riferimento e di cui privilegiano gli interessi particolari, dimostrando così di non avere neppure alcuna etica politica.

Diciamocelo: probabilmente pensano che siamo tutti cretini, incapaci di capire lo sporco gioco con cui continuano a denigrare la nostra vita, a svendere la terra e la nostra salute, e ad opprimere gli altri animali.

Proviamo allora a ricordare a quest’uomo ed alle associazioni di categoria che hanno indetto il convegno capitanate dalla rinomata AIP, come a tutti quelli che lo hanno dimenticato, che il lavoro in Italia è un diritto . Sancito nella costituzione, il lavoro deve essere - a torto o ragione - il mezzo attraverso il quale le persone possano garantirsi una delle primarie libertà, quella dalla paura (la libertà dalla paura di non avere cibo, casa, calore, possibilità di provvedere ai propri figli). Un mezzo, non un fine, né tanto meno un mercato su cui altri possano arricchirsi.
Poiché la possibilità di lavorare potrebbe venire temporaneamente meno, deve essere la collettività a farsi carico dei tempi necessari ai cambiamenti, di qualsiasi natura. Non può e non deve in nessun modo diventare una scusa per ridurre le persone in schiavitù, limitarne l’esperienza della realtà (non dovete vederla la sofferenza degli animali, sennò poi diventate compratori di seitan invece che di salami!!), soggiogarle al potere come invece sta avvenendo.
Le esternazioni di questo ex-ministro sono perfettamente in linea con il paese che anni di governo “berlusconista/maancheista” hanno creato e con il degrado sociale e morale che stiamo vivendo, ma sopratutto con l’abominevole sistema che ha trasformato il lavoro delle persone in uno schifoso liquame di interessi malsani e dove la parola “libertà” ha perso di ogni significato sotto lo sguardo attonito di milioni di incantati elettori.
Precariato squalificante che ti porta a chiedere l’elemosina invece che ad offrire le tue capacità, compromessi di ogni genere, il ricatto che ti riduce al silenzio di fronte ad ogni tipo di ingiustizia, anche davanti alla compravendita della nostra vita in una agenzia interinale.
Ecco su cosa fanno leva questi signori: sul credere che siamo ancora tutti pronti a vendere la nostra anima, la nostra vita, la nostra etica, ai loro interessi economici.
Sono convinti di avere a che fare con una “italietta” di imbecilli che non si è accorta dell’uso ironico e meschino che fanno della parola “lavoro”, ricordandoci tristemente l’uso ignobilmente ironico che ne fecero i nazisti nel loro “Arbeit macht frei”. Probabilmente sono convinti che gli oppressi non si ribellano mai e sono convinti di riuscire ad impedirci di cambiare, per noi stessi e per i nostri fratelli animali. Che dire...si sbagliano.


Eva Melodia, per Antispecismo.Net



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Risposta di Oltre la Specie a Giovanardi

Segnaliamo inoltre un'altra risposta, scritta da Oltre la Specie:

Il bluff del "made in Italy", ovvero il mostro con i piedi d'argilla

Pubblicato in Articoli
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