Considerando l'ambiente come il liquido amniotico in cui č possibile la vita, indipendentemente da una precisa identificazione di tale entitā o di quali interessi possa avere, attraverso l'accettazione di una relazione profonda ed egualitaria tra tutti i viventi e lo spazio fisico in cui esistono, la lotta allo Specismo manifesto nello sfruttamento e distruzione di terre, risorse ed habitat, come fossero esclusivo patrimonio umano, č una delle attivitā basilari per l'ideale in cui crediamo.
La cultura che permea ogni civiltā di questa era, fondata su pratiche di dominio, soggiogamento, distruzione ed avvelenamento degli ambienti vitali di cui tutti gli individui hanno bisogno, manifesta il disprezzo per la vita di chi umano non č e di tutti coloro che non possono difendere i propri interessi, nonché il convincimento del diritto al possesso delle risorse planetarie, fino al collasso di interi habitat e alla conseguente morte di chi li abitava.
Tale convincimento, non č solo falso, illusorio e stupido, ma risulta sopratutto un moto perpetuo di educazione al disadattamento ecologico e negazione totale dell'appartenenza ad una relazione con il resto del mondo fisico e vivente, che continua a perpetuare l'assurda visione gerarchica tra le specie, figurando l'umano come l'entitā sacra preposta all'uso amministrativo del pianeta nella sua interezza.
Consci di quanto vasta sia l'area delle complicanze nella ricerca di un buon equilibrio ecologico allo stato attuale, dell'esistenza di costi e rischi, della necessitā di rivedere completamente il modello su cui gli umani hanno costruito le proprie civiltā, continueremo a contrastare in ogni modo e a combattere fino alla fine ogni attacco ai viventi di ogni specie, al loro habitat, ogni pratica di avvelenamento, di dominio, e di distruzione, ed ogni tentativo di educare le generazioni future nel proseguire la strada specista, ricercando quell'alchimia (*) tra umanitā e pianeta terra che possa ancora essere chiamata vita.
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